Quando la retina si danneggia, non esiste una risposta unica alla domanda “si può curare?”.
Una retina danneggiata può avere conseguenze diverse sulla vista, a seconda della zona interessata e della patologia che ha provocato il danno.
La buona notizia è che, negli ultimi anni, le possibilità di cura per alcune patologie retiniche sono aumentate: oggi si può intervenire con terapie farmacologiche, trattamenti laser o chirurgia. Questo, però, non significa che un danno alla retina sia sempre reversibile. In alcuni casi l’obiettivo è recuperare o stabilizzare la funzione visiva, in altri rallentare la progressione della malattia e limitare ulteriori danni.
Ecco perché, prima di parlare di cura, bisogna arrivare a una diagnosi precisa. Vediamo quali sono i problemi che possono interessare la retina e quali possibilità abbiamo oggi per affrontarli.
Cos’è il danno retinico e quali patologie lo causano
La retina riveste la parte interna dell’occhio e ha il compito di trasformare la luce in segnali che arrivano al cervello. Al suo centro si trova la macula, una piccola area fondamentale per vedere nitidamente ciò che abbiamo davanti. Se vuoi capire meglio come funziona, puoi approfondire il ruolo di macula e fovea.
Un danno retinico può interessare zone diverse e, di conseguenza, dare disturbi diversi. Ad esempio, se è coinvolta la parte centrale potresti avere difficoltà a leggere, riconoscere un volto o distinguere i dettagli. In altri casi possono comparire zone scure nel campo visivo, una perdita della visione periferica oppure immagini deformate. Quando, per esempio, una linea dritta appare ondulata si parla di metamorfopsia.
Le cause di una retina danneggiata sono numerose. Tra le principali troviamo:
- degenerazione maculare secca e umida;
- retinopatia diabetica;
- distacco di retina;
- retinite pigmentosa;
- edema maculare;
- altre forme di degenerazione retinica.
Anche una miopia elevata può portare a delle alterazioni della retina e della macula nel corso degli anni. Ne abbiamo parlato nell’approfondimento sulla maculopatia miopica.
Possibilità di cura oggi disponibili: il concetto di “cura” in oftalmologia
Quando parliamo di cura della retina, è utile chiarire cosa si intende. Ciò perché non sempre una terapia riesce a ripristinare un tessuto che ha già subito un danno permanente.
In alcuni casi si cerca di fermare o rallentare la malattia. In altri l’obiettivo è ridurre l’accumulo di liquido nella retina, controllare la crescita di vasi anomali oppure riposizionare chirurgicamente una retina che si è distaccata.
Farmaci, laser e chirurgia hanno quindi indicazioni molto diverse. La strada migliore da seguire viene decisa dopo aver individuato la causa e valutato le condizioni della retina.
Terapie mediche intravitreali
Le iniezioni intravitreali permettono di portare un farmaco direttamente all’interno dell’occhio e vengono utilizzate soprattutto per alcune patologie della retina e della macula.
Tra i farmaci più conosciuti ci sono gli anti-VEGF, impiegati nella maculopatia umida e in alcune manifestazioni della retinopatia diabetica. In particolare, gli anti-VEGF per la retina contrastano l’azione di una proteina coinvolta nella formazione e nella permeabilità di vasi sanguigni anomali.
Per alcuni tipi di edema maculare possono essere utilizzati anche corticosteroidi intravitreali, compresi farmaci a rilascio prolungato.
Spesso queste terapie farmacologiche non hanno una singola somministrazione, ma proseguono nel tempo con più iniezioni e controlli periodici, durante i quali l’oculista verifica come sta rispondendo l’occhio e decide quando effettuare la somministrazione successiva.
Per approfondire le molecole utilizzate oggi trovi anche la guida Vista Vision dedicata ai nuovi farmaci anti-VEGF.
Terapie laser e fotodinamiche
Tra le tecnologie che trovano più spazio per trattare una retina danneggiata, il laser retinico è uno dei migliori. La fotocoagulazione laser si utilizza, per esempio, in determinate forme di retinopatia diabetica e in altre condizioni retiniche. Il trattamento interessa aree precise della retina individuate dall’oculista durante gli esami.
Un’altra possibilità è la PDT, o terapia fotodinamica, che associa un farmaco fotosensibilizzante a una luce laser e può essere impiegata in alcune forme di neovascolarizzazione.
Per alcuni edemi maculari può essere preso in considerazione anche il laser giallo micropulsato, che eroga l’energia attraverso impulsi molto brevi.
In tutti questi casi, parliamo di procedure generalmente ambulatoriali, ma conindicazioni precise dal punto di vista terapeutico: la “sola” diagnosi di una patologia della retina non significa automaticamente che il laser sia il trattamento adatto.
Approcci chirurgici: vitrectomia e altri interventi
Ci sono situazioni in cui bisogna intervenire chirurgicamente. Uno degli interventi più importanti nella chirurgia retinica è la vitrectomia.
Durante l’operazione viene rimosso il corpo vitreo, il gel trasparente che riempie la parte interna dell’occhio. In questo modo, il chirurgo può raggiungere la retina e intervenire direttamente sulle strutture interessate.
La vitrectomia può essere utilizzata, tra le altre indicazioni, in alcuni casi di distacco di retina ed emorragia vitreale. Gli strumenti impiegati possono avere calibri molto piccoli, come 23G, 25G e 27G, scelti in base al tipo di intervento.
Nel caso di un distacco di retina, la chirurgia può testare anche tecniche come il cerchiaggio sclerale, una tecnica che consiste nell’applicare una fascia o un elemento in silicone sulla parte esterna dell’occhio per favorire il riavvicinamento della retina alla parete oculare.
Come per altri tipi di operazioni, tecnica e possibilità di recupero non sono uguali per tutti e vanno valutate in base alla causa del distacco, la sua estensione, il tempo trascorso e l’eventuale coinvolgimento della macula.
Il ruolo della diagnosi precoce e della tempestività terapeutica
Con alcune malattie della retina aspettare può significare perdere tempo prezioso. Se il danno interessa le cellule retiniche e si protrae a lungo, infatti, una parte della funzione visiva può non essere più recuperabile.
C’è poi un’altra difficoltà: alcune patologie possono iniziare senza sintomi. La retinopatia diabetica ne è un esempio, perché puoi avere alterazioni della retina senza accorgerti subito di vedere peggio.
Per la diagnosi di una retina danneggiata, la visita può essere completata da diversi esami. In particolare:
- L’OCT della retina mostra in dettaglio i suoi strati e permette di osservare anche la macula. L’angiografia retinica studia invece i vasi e la loro circolazione, mentre l’ecografia oculare viene utilizzata in situazioni specifiche;
- C’è poi l’Angio-OCT, un esame che permette di osservare la vascolarizzazione della retina senza utilizzare mezzo di contrasto.
Se hai diabete, familiarità per alcune malattie oculari o altri fattori di rischio, i controlli periodici diventano ancora più importanti, anche se al momento non avverti disturbi.
Prognosi e aspettative realistiche per le principali patologie retiniche
Per rispondere alla domanda principale di questo approfondimento, ovvero “La retina può guarire?”, dobbiamo partire dal presupposto che la risposta può cambiare molto a seconda della malattia.
Nella degenerazione maculare umida, per esempio, le terapie intravitreali possono controllare l’attività della patologia e stabilizzare la vista; in alcuni casi si ottiene anche un miglioramento. Puoi approfondire caratteristiche e differenze delle forme maculari nella guida sulla degenerazione maculare senile.
Per la forma secca il discorso cambia: non tutte le fasi hanno un trattamento specifico e il monitoraggio resta una parte importante della gestione.
La prognosi della retinopatia diabetica è legata sia alla situazione della retina sia al controllo del diabete. Le eventuali terapie oculari vanno quindi affiancate alla gestione della glicemia e degli altri fattori di rischio. Se hai il diabete, trovi maggiori informazioni nell’approfondimento dedicato a diabete e vista.
Anche la prognosi del distacco di retina cambia da caso a caso. Un trattamento tempestivo può dare buone possibilità di riposizionare la retina, ma il recupero visivo dipende anche da quanto tempo è rimasta distaccata e dal coinvolgimento o meno della macula.
Per questo “guarigione della retina” non è un concetto che può essere applicato allo stesso modo a tutte le patologie.
Come prendersi cura della retina oggi e prevenire ulteriori danni
Anche se non tutto ciò che danneggia la retina può essere prevenuto, ci sono alcuni aspetti della salute generale e alcune abitudini su cui puoi intervenire.
Se hai il diabete, il controllo della glicemia è una parte indispensabile della prevenzione delle complicanze oculari. Lo stesso vale per la pressione arteriosa, che va controllata e gestita seguendo le indicazioni del medico.
Anche nella vita quotidiana puoi fare qualcosa per proteggere la retina, iniziando ad introdurre alcune abitudini “virtuose” come ad esempio:
- non fumare;
- seguire un’alimentazione varia, con un buon apporto di frutta e verdura;
- proteggere gli occhi dalla luce solare con occhiali adeguati;
- non saltare i controlli se hai già una patologia retinica;
- fare controlli oculistici regolari se hai fattori di rischio.
Per alcune degenerazioni retiniche oggi non esiste ancora una cura capace di recuperare il tessuto perso. La ricerca sta studiando nuove strade, comprese la terapia genica e le cellule staminali, ma molte di queste possibilità sono ancora oggetto di studio e non rappresentano trattamenti disponibili per tutte le patologie.
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