persona con vista affaticata

Neurite ottica: sintomi, cause e quando rivolgersi all’oculista

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Un calo della vista comparso in poco tempo, i colori che sembrano meno intensi o un dolore oculare che aumenta quando muovi gli occhi sono tutti sintomi importanti e che richiedono una valutazione. Tra le possibili cause c’è la neurite ottica, un’infiammazione che interessa il nervo ottico e può alterare la trasmissione delle informazioni visive dall’occhio al cervello.

La neurite ottica non si presenta sempre nello stesso modo e può avere origini diverse. In alcuni casi è associata a malattie demielinizzanti, in altri a condizioni infiammatorie, infettive o sistemiche. Per capire cosa sta succedendo servono quindi una visita e, quando indicato, esami mirati.

Vediamo quali sono i principali sintomi della neurite ottica, come viene diagnosticata e perché il trattamento dipende dalla causa.

Cos’è la neurite ottica e perché coinvolge il nervo ottico

Il nervo ottico collega l’occhio al cervello e trasporta i segnali generati dalla retina, permettendo al sistema nervoso di elaborarli come immagini.

Nella neurite ottica c’è un processo infiammatorio che interessa il nervo. Spesso è coinvolta anche la mielina, la guaina che riveste le fibre nervose e ne facilita la trasmissione degli impulsi. Quando questo meccanismo viene alterato, il segnale visivo può arrivare al cervello in modo meno efficace.

Il problema interessa generalmente un occhio, soprattutto nella forma demielinizzante tipica, ma può presentarsi anche in maniera bilaterale, in particolare in alcuni quadri clinici specifici.

Avere un nervo ottico infiammato può quindi provocare un calo della capacità visiva, ma non solo: possono cambiare anche la percezione dei colori, il contrasto e alcune zone del campo visivo.

La neurite ottica rientra nell’ambito della neuroftalmologia, la branca che si occupa delle alterazioni visive legate alle vie ottiche e al sistema nervoso.

È diversa dalle patologie che colpiscono direttamente la retina, anche se alcuni sintomi possono assomigliarsi. Se vuoi approfondire la funzione della parte centrale della retina, puoi leggere la guida Vista Vision dedicata a macula e fovea.

Sintomi della neurite ottica da non sottovalutare

I sintomi della neurite ottica possono svilupparsi nell’arco di ore o giorni. Il disturbo che porta più spesso a chiedere una visita è un peggioramento della vista, generalmente in un solo occhio nella forma tipica.

Il calo visivo può avere intensità molto diversa. Potresti accorgerti semplicemente che l’immagine è meno nitida oppure avere una riduzione più marcata della capacità visiva.

Tra i sintomi possibili troviamo:

  • vista offuscata o riduzione dell’acuità visiva;
  • dolore oculare, spesso localizzato dietro l’occhio;
  • dolore con il movimento degli occhi;
  • colori che appaiono meno vividi o “sbiaditi”;
  • riduzione della sensibilità al contrasto;
  • macchie o aree meno visibili nel campo visivo.

Il dolore associato ai movimenti oculari è frequente nella neurite ottica tipica, ma la sua assenza non permette di escluderla. Lo stesso vale per gli altri sintomi: nessuno, preso singolarmente, basta per arrivare alla diagnosi.

Anche la vista offuscata può avere moltissime cause, alcune molto più comuni della neurite ottica. Se però compare rapidamente, soprattutto insieme a dolore nei movimenti dell’occhio o a un cambiamento nella percezione dei colori, è bene farla valutare.

Cause possibili e collegamento con patologie neurologiche

Le cause della neurite ottica sono diverse e individuarle è una parte importante dell’inquadramento clinico.

Una delle associazioni più note riguarda le malattie demielinizzanti, nelle quali il sistema immunitario danneggia la mielina che riveste le fibre nervose.

Tra le condizioni da considerare ci sono:

  • sclerosi multipla;
  • disturbo dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD);
  • malattia associata agli anticorpi anti-MOG (MOGAD);
  • altre condizioni infiammatorie o autoimmuni;
  • alcune infezioni;
  • più raramente, altri quadri sistemici.

Il rapporto tra sclerosi multipla e neurite ottica merita una precisazione. La neurite può essere una delle manifestazioni della sclerosi multipla e, in alcune persone, può rappresentarne il primo episodio clinico. Questo però non significa che avere una neurite ottica equivalga ad avere la sclerosi multipla.

Per distinguere i diversi quadri clinici, il “solo” sintomo non è sufficiente: si tiene conto dell’età, il modo in cui è iniziato il disturbo, il coinvolgimento di uno o entrambi gli occhi, l’andamento del recupero, eventuali altri sintomi neurologici e i risultati degli esami.

Proprio perché dietro un’infiammazione del nervo ottico possono esserci cause differenti, in alcuni casi la valutazione oculistica viene affiancata da quella neurologica e da ulteriori accertamenti.

Diagnosi: visita oculistica, OCT, campo visivo e risonanza magnetica

Se c’è il sospetto di neurite ottica, la visita serve innanzitutto a verificare la funzione visiva e a escludere altre possibili cause del calo della vista.

La diagnosi della neurite ottica può comprendere, in base al caso:

  • misurazione dell’acuità visiva;
  • valutazione della percezione dei colori;
  • esame delle pupille;
  • esame del fondo oculare;
  • campo visivo;
  • OCT del nervo ottico;
  • risonanza magnetica, quando indicata.

L’esame del fondo è importante, ma nella neurite ottica il nervo non appare necessariamente alterato all’osservazione. Nella forma retrobulbare, infatti, l’infiammazione interessa una porzione del nervo situata dietro il bulbo oculare e il disco ottico può apparire normale nelle fasi iniziali.

L’OCT, invece, ci permette invece di misurare e analizzare strutture come lo strato delle fibre nervose retiniche e le cellule ganglionari. È utile nell’inquadramento e soprattutto nel follow-up del nervo ottico, ma da solo non conferma né esclude una neurite acuta.

Il campo visivo serve a individuare eventuali aree in cui la sensibilità visiva è ridotta. Il tipo di alterazione può variare e viene interpretato insieme agli altri risultati della visita.

Quando il quadro lo richiede, è utile anche una risonanza magnetica, generalmente con studio dell’encefalo e delle orbite e protocolli adeguati al sospetto clinico. Dalla risonanza si possono vedere le alterazioni del nervo ottico e dedurre di conseguenza informazioni importanti per valutare l’eventuale presenza di lesioni compatibili con una malattia demielinizzante.

In casi selezionati possono essere necessari anche esami del sangue o altri accertamenti, per esempio quando caratteristiche, età, bilateralità o andamento fanno pensare a una forma diversa dalla neurite demielinizzante tipica.

Puoi trovare maggiori informazioni sugli strumenti utilizzati per studiare l’occhio nella sezione dedicata agli esami diagnostici Vista Vision.

Terapia e follow-up: perché il percorso va personalizzato

La terapia della neurite ottica non può essere stabilita soltanto in base al calo della vista. Prima bisogna considerare la causa, la gravità, le caratteristiche cliniche e gli eventuali risultati degli accertamenti neurologici.

Nella neurite demielinizzante tipica associata alla sclerosi multipla, il recupero visivo può avvenire spontaneamente in molti pazienti. Quando indicati, i corticosteroidi ad alte dosi possono accelerare il recupero, ma non vanno considerati una terapia da utilizzare indistintamente in qualsiasi neurite ottica.

La situazione cambia, per esempio, nelle neuriti associate a NMOSD o MOGAD, nelle quali tempi e strategie terapeutiche possono essere differenti e la gestione specialistica tempestiva assume particolare importanza.

Per questo parlare genericamente di cura della neurite ottica rischia di essere fuorviante. Il trattamento viene deciso dopo aver chiarito, per quanto possibile, quale tipo di neurite è presente.

Anche il recupero visivo dopo una neurite ottica varia da persona a persona. L’acuità visiva può migliorare molto, soprattutto nelle forme tipiche, mentre alcuni disturbi più sottili (per esempio nella percezione dei colori o del contrasto) possono persistere anche quando ti sembra di essere tornato a vedere bene.

Il follow-up permette di controllare:

  • recupero dell’acuità visiva;
  • percezione dei colori;
  • campo visivo;
  • eventuali modificazioni rilevate all’OCT;
  • comparsa di nuovi sintomi;
  • eventuali recidive.

Se avverti un calo della vista comparso rapidamente, dolore quando muovi l’occhio, alterazioni dei colori o una nuova zona scura nel campo visivo, non aspettare che il disturbo passi da solo.

Nei centri Vista Vision puoi effettuare una visita oculistica completa e, quando indicato, gli esami diagnostici oculari necessari per approfondire il quadro. Se emerge il sospetto di un coinvolgimento neurologico, il percorso diagnostico può richiedere anche una valutazione specialistica dedicata.

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