Cataratta

Cos'è, chi colpisce e quando è il momento di operarsi

Cos'è la cataratta?

Parlando di cataratta e definizione, questa è una patologia oculare che consiste nella progressiva opacizzazione del cristallino.

Il cristallino è la lente naturale presente all’interno dell’occhio: tramite essa passano i raggi luminosi che entrano dalla pupilla e vanno a finire sulla retina. Quando questa lente si opacizza, la percezione delle immagini appare confusa a causa dell’annebbiamento della vista.

L’origine del termine è curiosa. Il significato di cataratta deriva dal verbo greco “katarasso” che significa “venir giù”. In passato, infatti, si credeva che la vista offuscata dipendesse da un velo “venuto giù dall’alto”.
Uomo con primi sintomi della cataratta
Donna in sala d'attesa che aspetta diagnosi sulla cataratta

Chi colpisce?

Si tratta di una malattia comune legata all’invecchiamento che colpisce più della metà delle persone sopra i 60 anni.

Questi i dati ISTAT sulla diffusione in Italia della cosiddetta cataratta senile:
Possiamo dire, a titolo di esempio, che la cataratta a 46 anni è sicuramente più rara della cataratta a 60 anni.

Tuttavia può anche verificarsi dopo la nascita (cataratta neonatale), nei primissimi anni di vita (cataratta giovanile congenita), a seguito di lesioni o traumi gravi all’occhio (cataratta traumatica), nei diabetici ed in seguito ad un’eccessiva esposizione ai raggi solari o in persone affette da altre malattie oculari o che hanno fatto uso di farmaci come il cortisone o chemioterapici (cataratta da farmaci o malattie).

Le diverse tipologie di cataratta

Ci sono diversi tipi di cataratta, che possono colpire in diversi momenti della vita e per cause diverse. Ecco i più comuni:
Cataratta nucleare

Si forma al centro del cristallino, l’area nota come nucleo. Con l’avanzare dell’età, il nucleo può indurirsi e opacizzarsi, influenzando la chiarezza della visione.

Cataratta corticale
Caratterizzata da opacità biancastre che si originano nella periferia del cristallino e si estendono verso il centro in forma di raggiera. Questo tipo di cataratta può causare problemi come l’abbagliamento.
Cataratta secondaria
Si sviluppa spesso dopo un intervento chirurgico per altre patologie oculari, come la chirurgia della cataratta primaria, o in seguito a malattie come il diabete.
Cataratta congenita
È presente dalla nascita o che si sviluppa durante l’infanzia. Le cause sono legate a fattori genetici, infezioni intrauterine o problemi metabolici.
Cataratta sottocapsulare posteriore
Consiste nella formazione di opacità nella parte posteriore del cristallino, proprio sotto la capsula che lo racchiude. In genere colpisce le persone con diabete o coloro che assumono steroidi per lunghi periodi.
Cataratta giovanile
Emerge durante la giovinezza. Il segno distintivo è l’opacizzazione del cristallino. Le cause possono essere molteplici, includendo fattori genetici, traumi, esposizione prolungata ai raggi UV, e alcune malattie sistemiche.

Cause, sintomi e diagnosi della cataratta

La cataratta può avere differenti sfumature, con origini e sintomatologia differenti in base alle casistiche. In tutti questi casi, però, la diagnosi viene formulata da un medico oculista a seguito di una serie di analisi.

Le cause della cataratta

Le cause della cataratta possono essere diverse e variano a seconda della tipologia del disturbo e dell’età di insorgenza.

Parlando di cataratta e cause alimentari, una dieta povera di antiossidanti può favorire l’insorgere della malattia. Questo perché gli antiossidanti esercitano una funzione protettiva contro l’opacizzazione del cristallino.

La cataratta secondaria può avere cause legate ad altre condizioni mediche, come il diabete. Oppure, può essere dovuta a trattamenti come l’uso prolungato di cortisone, che può portare alla cataratta da cortisone. La cataratta diabetica è un esempio di come le malattie sistemiche siano in grado di influenzare la salute degli occhi.
Diagnosi della cataratta
La cataratta giovanile e la cataratta sottocapsulare posteriore possono svilupparsi a seguito di fattori genetici o malattie sistemiche. Tra le cause della cataratta precoce ci sono generalmente l’esposizione a radiazioni UV, il fumo e l’aver subito traumi oculari.

La cataratta corticale si può formare a causa di alterazioni nel metabolismo del cristallino, mentre le cause della cataratta congenita sono spesso genetiche o associate a infezioni intrauterine.

Infine, la cataratta infantile può essere legata a condizioni ereditarie o svilupparsi senza una causa apparente.

Con quali sintomi si manifesta la cataratta?

I sintomi della cataratta sono diversi e possono avere un’intensità crescente all’aggravarsi del disturbo. La cataratta tende a svilupparsi in modo graduale senza causare dolore o produrre cambiamenti nell’aspetto dell’occhio.

La tipologia più comune, quella senile, si manifesta in entrambi gli occhi (bilateralità della malattia) anche se di norma un occhio viene interessato prima dell’altro.
Cause cataratta giovanile
A proposito di come si manifesta la cataratta, i sintomi più comuni sono:
In molti casi si ha la comparsa (o se già presente, l’aumento) della miopia (ametropizzazione) che, nella terza età, annulla la presbiopia, ossia l’anziano riesce “inspiegabilmente” a leggere senza occhiali, facendo pensare ad un miglioramento del disturbo tuttavia transitorio poiché con il passare del tempo cresce il difetto visivo.

Diagnosi della cataratta

La diagnosi della cataratta passa attraverso un accurato esame oculistico. Il tuo medico oculista inizierà con un test della vista per valutare l’acuità visiva. La misurazione dell’acuità visiva aiuta a capire quanto la cataratta impatti effettivamente sulla qualità della tua vista.

Poi, utilizzando una lampada a fessura, uno strumento che illumina l’occhio permettendo di osservare le sue strutture interne, il medico esaminerà il cristallino alla ricerca di opacità.
Quali tipologie di cataratta esistono
Un altro test utile per la diagnosi è la tonometria, che misura la pressione all’interno dell’occhio, importante per escludere altre condizioni come il glaucoma.

Successivamente, un esame del fondo dell’occhio, eseguito con pupille dilatate, permetterà al medico di vedere la retina e altre strutture situate nella parte posteriore dell’occhio.

La topografia corneale può essere utilizzata per valutare la forma della cornea e la biometria oculare misura le dimensioni dell’occhio, entrambe utili nella pianificazione di un eventuale intervento chirurgico.
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vista vision uomo intervento cataratta

Quando è il momento di operarsi?

Il momento di operare la cataratta è legato principalmente all’impatto che questo disturbo ha sulla qualità della tua vita. Se le attività quotidiane come leggere o guidare diventano difficili, potrebbe essere il momento giusto per valutare di operarti.

Generalmente si opera prima un occhio e poi l’altro. Non esiste una regola fissa su quando operare la cataratta del secondo occhio, anche se si opta spesso per una distanza temporale di 1-2 settimane. La decisione si basa sulla condizione dell’occhio stesso e sul recupero post-operatorio del primo intervento.
Donna sorridente che ha appena concluso con successo intervento alla cataratta
Operazione di cataratta per inserimento lenti intraoculari

Tipi di lenti intraoculari per la cataratta

Non esistono medicine, diete o occhiali in grado di far regredire la cataratta. L’unico trattamento valido e risolutivo è una correzione visiva con l’intervento di chirurgia della cataratta. Con la chirurgia, le probabilità di ottenere un miglioramento della visione post-operatoria sono eccellenti (superiori al 97%).

L’intervento di cataratta negli ultimi 10 anni ha avuto un’importante evoluzione. Il progresso di questo intervento di microchirurgia è dovuto al miglioramento della tecnologia delle lenti utilizzate per sostituire il cristallino opacizzato.

Si è passati da lenti semplici e monofocali a lenti più complesse e più performanti.
Stiamo parlando delle “multifocali”, che nel loro ultimo step di sviluppo sono definite “customizzate”: quest’ultimo termine deriva dall’inglese “customer” (cliente) e sottolinea come ogni paziente possa contare su una lente personalizzata. In seguito a una diagnosi accurata, che pone il focus sulle necessità e sulle attività quotidiane di ogni singolo individuo, si passa ad una scelta delle lenti il più accurata possibile. Per dirlo brevemente, tenendo conto delle esigenze specifiche del paziente, la stessa lente permetterà di vedere bene da lontano e da vicino.

Se sto leggendo un libro o chattando su WhatsApp e contemporaneamente voglio tenere la tv accesa sul mio programma preferito, non ho bisogno di mettere e togliere continuamente gli occhiali.
Lenti cataratta quali scegliere
I principali tipi di lenti per la cataratta sono i seguenti:
La scelta delle lenti è legata ad una consulenza pre-operatoria ed è parte integrante della chirurgia refrattiva. In Vista Vision, infatti, oltre alla lente, l’esperienza complessiva del paziente è “customizzata”. Chi sceglie le nostre cliniche opta per un trattamento personalizzato a 360°.

L’impianto di lente intraoculare è rapido e indolore, viene eseguito da equipe mediche di competenza e professionalità riconosciute.

Un nuovo cristallino significa cambiare quello vecchio danneggiato e migliorare la vista.

Come prevenire la cataratta

Per la prevenzione della cataratta è importante seguire uno stile di vita salutare.

Tra le abitudini virtuose, proteggere gli occhi dai raggi UV con occhiali da sole e protezione UV è importantissimo. Altrettanto importante è seguire una dieta equilibrata, ricca di antiossidanti come luteina e zeaxantina, vitamina C e vitamina E, che contribuiscono a ridurre il rischio.

È importante evitare il fumo, gestire il controllo del diabete e ridurre il consumo di alcol. Allo stesso modo, altri accorgimenti utili sono il mantenimento di un basso consumo di zuccheri, una buona gestione dello stress ed evitare ogni trauma oculare.

Per controllare lo stato di salute dei tuoi occhi, sottoponiti ad esami oculistici regolari e ad un check-up oftalmologico periodico. L’uso di occhiali protettivi durante attività a rischio possono contribuire a mantenere gli occhi sani.

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Domande frequenti sulla cataratta

No: al momento non esistono colliri per la cataratta, integratori o rimedi naturali in grado di far regredire o rallentare in modo clinicamente dimostrato l’opacizzazione del cristallino.

Negli anni sono stati proposti diversi prodotti, dal collirio a base di N-acetilcarnosina ad alcuni estratti naturali, ma le evidenze scientifiche disponibili non sono sufficienti a supportarne l’efficacia nella pratica clinica

La cura della cataratta senza intervento non è oggi possibile: l’unica soluzione che ripristina la trasparenza del cristallino è la chirurgia.

Questo non significa che non si possa fare nulla di preventivo: proteggere gli occhi dai raggi UV, mantenere sotto controllo eventuali patologie sistemiche come il diabete e non fumare sono comportamenti associati a un minor rischio di sviluppo precoce della cataratta. 

Riguardo a cataratta e tempi di peggioramento, non esiste una risposta valida per tutti. La progressione della cataratta è variabile: in alcuni pazienti il peggioramento avviene lentamente nel corso di anni, in altri può essere più rapido. Non è possibile capire in anticipo se la cataratta peggiora velocemente per un soggetto anziché un altro.

Ciò che orienta la decisione su quando operare la cataratta non è tanto la velocità di peggioramento in sé, quanto l’impatto reale sulla qualità visiva e sulla vita quotidiana: difficoltà alla guida, problemi nella lettura, riduzione dell’autonomia, rischio di cadute. 

Quando questi effetti diventano significativi, la valutazione chirurgica è indicata.

Rimandare l’intervento della cataratta non è necessariamente sbagliato, ma va sempre discusso con lo specialista: in alcuni casi attendere troppo può rendere la chirurgia tecnicamente più complessa. La scelta va fatta insieme all’oculista, sulla base del quadro clinico e delle esigenze del paziente.

No, la cataratta non torna. Il cristallino naturale viene rimosso durante l’intervento e sostituito con una lente artificiale che non può opacizzarsi. Quindi dopo l’intervento di cataratta, la malattia nel senso stretto del termine non si ripresenta.

Quello che può verificarsi (e che spesso viene confuso con un ritorno della cataratta) è la cosiddetta cataratta secondaria, ovvero l’opacizzazione della capsula posteriore: la sottile membrana che ha contenuto il cristallino e che viene mantenuta come supporto per la lente artificiale. 

Con il tempo, alcune cellule epiteliali residue possono proliferare su questa membrana e ridurne la trasparenza, causando un nuovo offuscamento della vista.

La buona notizia è che la cataratta secondaria si risolve con una procedura ambulatoriale rapida e indolore: la capsulotomia con laser YAG.

Sì. La cataratta è spesso associata all’invecchiamento, ma non è esclusiva degli anziani. La cataratta giovanile o cataratta precoce, che si manifesta a 30, 40 o 50 anni, esiste ed è più comune di quanto si pensi.

Le principali cause della cataratta precoce sono:

  • Diabete: l’alterazione del metabolismo del glucosio accelera l’opacizzazione delle proteine del cristallino
  • Traumi oculari: un colpo diretto all’occhio può causare cataratta anche in giovane età
  • Uso prolungato di corticosteroidi: sia in forma di collirio che per via sistemica, i cortisonici sono associati a un rischio maggiore di cataratta sottocapsulare posteriore
  • Forte miopia: i pazienti con miopia elevata hanno una probabilità maggiore di sviluppare cataratta in anticipo rispetto alla media
  • Patologie genetiche o congenite: alcune sindromi e malattie metaboliche rare si associano alla comparsa precoce di cataratta

Se noti una progressiva riduzione della qualità visiva, anche a un’età in cui non ti aspetteresti problemi al cristallino, vale la pena sottoporsi a una visita oculistica.

No, e la distinzione è importante. Le mosche volanti e la cataratta non hanno un legame diretto: le miodesopsie e la cataratta sono condizioni distinte che riguardano strutture oculari diverse.

Le mosche volanti (miodesopsie) e i lampi di luce nell’occhio non rientrano tra i sintomi iniziali della cataratta: sono tipici di alterazioni del corpo vitreo, ovvero il gel trasparente che riempie l’occhio o, nei casi più seri, di problemi alla retina che richiedono valutazione urgente.

La cataratta produce sintomi diversi: annebbiamento progressivo, sbiadimento dei colori, aloni intorno alle luci, maggiore sensibilità agli abbagliamenti. Non causa miodesopsie né flash visivi.

Sì. Il legame tra sole e cataratta è documentato scientificamente. I raggi UV e la cataratta sono correlati: l’esposizione prolungata e non protetta ai raggi ultravioletti provoca un processo di ossidazione delle proteine del cristallino, accelerandone l’opacizzazione nel tempo.

Tra le cause ambientali della cataratta, l’irradiazione solare cumulativa è una delle più studiate: ricerche epidemiologiche condotte in aree geografiche ad alta esposizione solare mostrano un’incidenza maggiore di cataratta nelle popolazioni che trascorrono molte ore all’aperto senza protezione.

La prevenzione della cataratta con gli occhiali da sole è concreta: non quelli estetici, ma quelli con filtro UV certificato (marcatura CE, protezione UV400). Indossarli abitualmente in condizioni di forte luminosità (ad esempio, in spiaggia, montagna, alla guida nelle ore centrali) è una delle misure più efficaci per ridurre il rischio di cataratta da cause ambientali nel lungo periodo.

Sì, nei Paesi in cui non è disponibile un adeguato accesso alla chirurgia. La cataratta è la principale causa di cecità reversibile nel mondo: secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è responsabile di circa il 50% dei casi di cecità a livello globale.

Nei Paesi occidentali, dove la chirurgia della cataratta è ampiamente accessibile, la perdita totale della vista per questa causa è oggi molto rara. C’è da dire che una cataratta avanzata non trattata può portare a una riduzione visiva molto grave, con un impatto sull’autonomia e sulla qualità di vita. La chirurgia, eseguita nel momento opportuno, è in grado di ripristinare pienamente la vista nella stragrande maggioranza dei casi.

L’intervento standard prevede la sostituzione del cristallino opacizzato con una lente intraoculare artificiale. La tecnica oggi più diffusa è la facoemulsificazione: il cristallino viene frammentato con ultrasuoni e aspirato attraverso un’incisione molto piccola, senza punti di sutura.

Una variante tecnologicamente più avanzata è la femtocataratta (chirurgia laser-assistita): alcune fasi dell’intervento, come l’incisione corneale, vengono eseguite con un laser a femtosecondi invece che manualmente, con maggiore precisione e riproducibilità. Non è indicata per tutti i pazienti: l’oculista valuta caso per caso se il beneficio aggiuntivo ne giustifichi l’utilizzo.

In entrambe le tecniche, la scelta della lente intraoculare (monofocale, multifocale, torica per l’astigmatismo) è parte fondamentale della pianificazione, calibrata sullo stile di vita e sulle aspettative visive di ogni paziente.

La cataratta si sviluppa lentamente e i sintomi peggiorano gradualmente. I più frequenti sono:

  • Vista sfumata o annebbiata, come guardare attraverso un vetro appannato
  • Sbiadimento dei colori: i toni appaiono meno vividi, spesso con una dominante giallastra
  • Maggiore sensibilità alla luce e agli abbagliamenti in pieno sole o di fronte a luci artificiali intense
  • Aloni intorno alle luci, particolarmente evidenti di notte, con ripercussioni sulla guida notturna
  • Visione doppia monoculare: sdoppiamento dell’immagine con un solo occhio aperto
  • Miglioramento temporaneo della vista da vicino nelle fasi iniziali (cosiddetto “secondo giovane”), seguito da un peggioramento progressivo
  • Difficoltà nella lettura e nelle attività che richiedono attenzione visiva ravvicinata

I sintomi possono colpire uno o entrambi gli occhi, spesso in modo asimmetrico. Quando iniziano a interferire con le attività quotidiane, è il momento di prenotare una visita oculistica.