Prima dell’intervento, è necessaria una prima visita per la cataratta.
La prima visita cataratta ha un costo di 180 €. Serve a valutare lo stato del cristallino, gli esami necessari e il percorso più adatto prima dell’eventuale intervento.
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Il costo della Femtocataratta è di gran lunga inferiore alle spese che si dovrebbero affrontare negli anni per l’acquisto di occhiali e lenti a contatto.
La differenza tra femtocataratta e faco riguarda essenzialmente come vengono eseguite alcune fasi dell’intervento, non il risultato finale. In entrambi i casi è la rimozione del cristallino opacizzato e l’impianto di una lente artificiale.
Nella facoemulsificazione tradizionale, il chirurgo esegue manualmente l’incisione sulla cornea e la capsulorissi (l’apertura circolare nella capsula che contiene il cristallino), quindi frammenta il cristallino con ultrasuoni e lo aspira. È una tecnica consolidata, sicura e ampiamente diffusa.
Nella femtocataratta vs facoemulsificazione, la differenza sta nell’uso di un laser a femtosecondi per eseguire le fasi iniziali (incisione corneale, capsulorissi e pre-frammentazione del cristallino) con una precisione geometrica superiore a quella manuale. Il chirurgo completa poi l’intervento con le stesse modalità della faco tradizionale.
La scelta tra cataratta laser o ultrasuoni non dipende dalla preferenza estetica, ma da fattori clinici concreti: l’anatomia oculare del paziente, la densità e durezza della cataratta, e l’obiettivo visivo post-operatorio. È la visita pre-chirurgica a stabilire quale approccio sia più appropriato.
No, e la distinzione è importante per evitare aspettative errate. Femtocataratta e cataratta premium sono due concetti diversi che vengono spesso confusi o sovrapposti nel linguaggio comune.
La femtocataratta è una tecnica chirurgica: definisce il modo in cui alcune fasi dell’intervento vengono eseguite, ovvero con l’ausilio di un laser a femtosecondi invece che manualmente.
La cataratta premium si riferisce invece alla scelta della lente intraoculare: una lente multifocale, torica o con correzione estesa della profondità di fuoco (EDOF), in grado di offrire una visione funzionale su più distanze o di correggere l’astigmatismo preesistente.
La differenza tra cataratta premium e femtocataratta sta quindi nel fatto che si tratta di due livelli distinti della pianificazione chirurgica: la tecnica e la lente. Possono coesistere (un intervento può essere eseguito con il laser a femtosecondi e prevedere l’impianto di una lente premium) ma non sono sinonimi. È possibile prevedere per la cataratta premium un laser con la femtocataratta, ma anche con la faco tradizionale, e viceversa. La combinazione ottimale viene stabilita durante la valutazione pre-operatoria.
La risposta richiede una distinzione precisa: la femtocataratta è una tecnica per rimuovere il cristallino; la correzione dei difetti visivi dipende invece principalmente dalla lente intraoculare scelta.
In caso di femtocataratta e astigmatismo, il laser a femtosecondi può eseguire incisioni corneali rilassanti con alta precisione, contribuendo a ridurre l’astigmatismo preesistente. In combinazione con le lenti toriche per la femtocataratta, l’intervento può correggere l’astigmatismo in modo più accurato rispetto alla sola faco tradizionale. La possibilità di trattare cataratta e astigmatismo nello stesso intervento è quindi reale, ma va pianificata con attenzione biometrica.
In caso di femtocataratta e presbiopia, la presbiopia non viene corretta dalla tecnica laser in sé, ma dalla lente intraoculare impiantata. Lenti multifocali o EDOF possono ridurre la dipendenza dagli occhiali su più distanze, inclusa quella da vicino.
In entrambi i casi, i risultati dipendono dalla biometria oculare, dall’entità dei difetti e dalle caratteristiche individuali del paziente.
Quando scegliere la femtocataratta dipende da una valutazione clinica che solo lo specialista può fare dopo una visita completa. Esistono però alcune situazioni in cui la maggiore precisione del laser a femtosecondi offre un vantaggio concreto rispetto alla tecnica manuale.
I principali profili di candidati alla femtocataratta sono:
Stabilire per chi è indicata la femtocataratta nel singolo caso è compito del chirurgo, sulla base della valutazione pre-operatoria. Non esiste un’indicazione universale: la tecnica migliore è quella più adatta all’occhio e agli obiettivi di quel paziente specifico.
Il decorso post-operatorio della femtocataratta è molto simile a quello della chirurgia della cataratta tradizionale. Nella maggior parte dei casi il paziente torna a casa nella stessa giornata dell’intervento e riprende le attività quotidiane leggere entro pochi giorni.
Nelle prime 24-48 ore è normale avvertire un lieve fastidio, lacrimazione e una vista ancora instabile. La qualità visiva migliora progressivamente nei giorni successivi. Il recupero completo, inteso come stabilizzazione della vista e normalizzazione della pressione oculare, avviene generalmente entro 4-6 settimane, anche se molti pazienti riferiscono un miglioramento significativo già nella prima settimana.
I controlli post-operatori prescritti dallo specialista sono parte essenziale del percorso: permettono di monitorare la guarigione, verificare la pressione oculare e adattare la terapia locale se necessario. Le indicazioni del chirurgo su cosa evitare nelle prime settimane, come sforzi fisici intensi, piscine o ambienti polverosi, vanno seguite con attenzione.
No. La femtocataratta è una procedura indolore. Prima dell’intervento vengono instillati colliri anestetici locali che eliminano qualsiasi sensazione dolorosa durante tutta la procedura, sia nella fase laser che in quella chirurgica. Non è necessaria alcuna iniezione né anestesia generale.
Durante l’applicazione del laser il paziente può avvertire una lieve pressione sull’occhio per qualche secondo. Alcune persone descrivono anche un momentaneo oscuramento del campo visivo durante la fase di aspirazione: è normale e transitorio.
Nel post-operatorio immediato, con il calo dell’anestetico, è possibile avvertire un lieve fastidio, bruciore o sensazione di corpo estraneo nell’occhio. In genere si risolve entro poche ore con l’uso dei colliri prescritti. Se il dolore fosse intenso o persistente, è importante contattare subito il centro chirurgico.
La femtocataratta è adatta alla maggior parte dei pazienti che devono essere operati di cataratta, ma non a tutti indiscriminatamente. La selezione avviene sulla base di una valutazione pre-operatoria approfondita.
Esistono alcune condizioni che possono limitare l’uso del laser a femtosecondi: opacità corneali che riducono la penetrazione del laser, pupille che non si dilatano adeguatamente, o particolari condizioni anatomiche del segmento anteriore. Anche la cooperazione del paziente durante la procedura è un fattore considerato.
In linea generale, la femtocataratta è particolarmente valorizzata nei pazienti con obiettivi refrattivi precisi, cioè che desiderano correggere anche astigmatismo o presbiopia oltre alla cataratta e nei casi in cui la maggiore precisione della tecnica laser aggiunge un vantaggio clinico concreto rispetto alla chirurgia manuale. La decisione finale spetta sempre al chirurgo, dopo la visita.
Dal punto di vista del risultato finale, non c’è differenza: in entrambi i casi il cristallino naturale viene rimosso e sostituito con una lente intraoculare artificiale.
La differenza sta nella tecnica con cui si arriva a quel risultato. Con la femtocataratta, alcune fasi (incisione, capsulorissi, pre-frammentazione) vengono eseguite da un laser a femtosecondi con alta precisione. Con la tecnica tradizionale, queste fasi sono eseguite manualmente dal chirurgo.
“Sostituzione del cristallino” è quindi il termine che descrive l’obiettivo dell’intervento, ovvero il cosa si fa, mentre “femtocataratta” descrive come si fa. I due termini non si escludono: la femtocataratta è uno dei modi per eseguire la sostituzione del cristallino.
La preparazione all’intervento di femtocataratta inizia con la visita pre-chirurgica, durante la quale lo specialista esegue una serie di esami strumentali (biometria, topografia corneale, pachimetria, valutazione del fondo oculare) per definire le caratteristiche dell’occhio, scegliere la lente più adatta e pianificare ogni dettaglio dell’intervento.
Nei giorni precedenti l’operazione, il chirurgo fornirà indicazioni specifiche su:
Annotare dubbi e domande da porre durante la visita pre-chirurgica è una buona abitudine: è il momento giusto per chiarire ogni aspetto prima di procedere.