Intervento alla cataratta

Fasi dell'operazione, durata e convalescenza

In cosa consiste l'intervento alla cataratta

Per capire come si esegue l’intervento di cataratta e come funziona, partiamo dalla procedura più comune che si applica in questi casi, ovvero la facoemulsificazione. Si tratta della frammentazione ad ultrasuoni del cristallino opacizzato che, una volta frantumato, viene rimosso e sostituito con una lente intraoculare (IOL).

Questa lente serve per ripristinare l’acuità visiva e può essere monofocale, multifocale o torica, a seconda delle esigenze di ogni paziente. L’intervento di cataratta è minimamente invasivo, richiede pochi minuti per occhio e ha un recupero molto rapido.
In cosa consiste l'intervento di cataratta

Le fasi dell'operazione alla cataratta

A proposito di come si svolge l’intervento di cataratta, possiamo dividerlo in tre differenti fasi: la fase pre-operatoria, l’operazione vera e propria e la fase post-operatoria. La tecnica FACO è un intervento minimamente invasivo, veloce e indolore. Richiede 10-12 minuti per l’esecuzione in day-hospital.

Gli esami pre-intervento

Gli esami pre intervento chirurgico per la cataratta servono per poter operare in assoluta sicurezza e personalizzare l’intervento in base alle esigenze del singolo paziente.

Tra gli esami più importanti c’è la visita oculistica per cataratta, durante la quale il tuo medico valuterà la salute generale dell’occhio e il grado di opacizzazione del cristallino. Particolare attenzione viene data alla scelta della lente per cataratta, determinante per la buona riuscita dell’operazione.

Il chirurgo procederà con misurazioni dettagliate per determinare la potenza della lente intraoculare per la cataratta da impiantare. Tra gli altri esami comuni prima di un intervento FACO ci sono la topografia corneale, la biometria oculare e un test per valutare la salute della retina.
Intervento FACO per cataratta

L'anestesia

A proposito di intervento alla cataratta e anestesia, questa viene effettuata nella fase di preparazione all’intervento, in cui la superficie dell’occhio da operare viene trattata con un collirio anestetico.

È prevista anche una lieve sedazione, somministrata per rendere la procedura più confortevole per il paziente e per il medico chirurgo.

Esecuzione della tecnica FACO

L’operazione alla cataratta FACO inizia con la facoemulsificazione, eseguita al microscopio per ingrandire i dettagli dell’occhio. Questa è preceduta da un piccolo taglio nella zona tra la cornea e la sclera (il bianco dell’occhio) per aprire la capsula che avvolge il cristallino e consentire l’introduzione del facoemulsificatore.

Questo strumento è dotato di una punta che, vibrando alla velocità 40-50.000 volte al secondo (circa), genera degli ultrasuoni che determinano la frantumazione del cristallino catarattoso.
Tecnica FACO cataratta
Quanto dura l'intervento alla cataratta
Questa stessa punta poi asporta i pezzi frantumati e lascia vuota la capsula del cristallino.

La fase successiva dell’intervento FACO per cataratta consiste nell’inserimento del cristallino artificiale sostitutivo detto IOL (Intraocular Lense).

Questo viene posizionato all’interno della capsula, si adagia in essa spiegando le sue anse e fissandosi in periferia con esse e rimane sospeso nell’occhio dietro all’iride e davanti al vitreo. Alla fine dell’intervento viene applicata una coppetta di protezione sull’occhio operato ed il paziente può lasciare la sala operatoria pochi minuti dopo.
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Durata dell'intervento alla cataratta

Sapere quanto dura un intervento di cataratta è sicuramente importante per chi sta pensando di operarsi ed è alla ricerca di maggiori dettagli. Nello specifico, l’operazione è davvero rapidissima: la durata dell’intervento alla cataratta è di pochi minuti per occhio e avviene completamente in day hospital.

Convalescenza e cura post intervento: quali precauzioni adottare?

Per l’intervento alla cataratta, la convalescenza è molto breve e le accortezze da avere sono poche e semplici da applicare. Il primo controllo post-operatorio avviene di norma nei 2-3 giorni successivi.

Tra le precauzioni dopo l’intervento di cataratta c’è la necessità di applicare delle gocce di collirio antibiotico per 3-4 settimane. Nei primi giorni successivi all’intervento il paziente deve evitare sforzi fisici eccessivi ed indossare degli occhiali scuri protettivi ed una mascherina di notte ma può riprendere tranquillamente le sue normali attività. Il recupero visivo dopo l’intervento di cataratta inizia già entro le prime ore dall’operazione.
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Costo dell'intervento alla cataratta

Il costo dell’intervento alla cataratta viene definito solo al termine di una visita oculistica approfondita.

La prima visita cataratta ha un costo di 180 €. Serve a valutare lo stato del cristallino, gli esami necessari e il percorso più adatto prima dell’eventuale intervento.

Se ti affiderai a Vista Vision potrai accedere a convenzioni e pagamenti dilazionati, oltre a godere di vantaggi a lungo termine.

Siamo convenzionati con le principali assicurazioni e il trattamento laser è una prestazione completamente rimborsabile (si consiglia di consultare la propria assicurazione per maggiori dettagli su piani e polizze).

Offriamo ai nostri pazienti l’opportunità di dilazionare il pagamento con finanziamenti a tasso zero o attraverso il circuito Scalapay.

I costi per l’intervento alla cataratta sono decisamente più bassi rispetto alle spese che si dovrebbero affrontare negli anni per l’acquisto di occhiali e lenti a contatto.

Dove eseguiamo l'intervento alla cataratta?

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Domande frequenti sull'intervento di cataratta

Non esiste un numero di giorni fisso valido per tutti. La ripresa della guida dopo la cataratta dipende da un criterio clinico preciso: l’idoneità visiva. Prima di guidare dopo l’intervento di cataratta, il paziente deve essere in grado di soddisfare i requisiti visivi previsti dal codice della strada (parliamo di acuità visiva, campo visivo e assenza di diplopia) e questa valutazione può essere fatta solo dopo almeno un controllo post-operatorio.

In linea generale, molti pazienti recuperano una visione sufficiente per guidare entro pochi giorni dall’operazione, ma la convalescenza dopo la cataratta e la ripresa dell’auto variano in base alla rapidità di stabilizzazione della vista, alla lente impiantata e a eventuali condizioni preesistenti. Quando guidare dopo la cataratta è una domanda a cui risponde lo specialista durante la visita di controllo post-operatoria, non una scadenza da segnare sul calendario prima dell’intervento.

Guardare la TV dopo l’intervento di cataratta, usare il cellulare dopo la cataratta o leggere dopo l’intervento di cataratta non danneggiano l’occhio operato. Le attività visive “ravvicinate” non compromettono la guarigione della cornea né il posizionamento della lente intraoculare.

Detto questo, l’uso di schermi dopo la cataratta nelle prime ore può risultare affaticante: la vista è ancora in fase di assestamento, la sensibilità alla luce può essere aumentata e la lucentezza degli schermi può risultare fastidiosa. Il criterio da seguire è il comfort: se guardare uno schermo o leggere provoca fastidio, bruciore o stanchezza visiva, è opportuno fare una pausa. 

In ogni caso, durante le prime 24 ore è sempre bene rispettare le indicazioni dello specialista, che possono variare leggermente in base alla tecnica chirurgica utilizzata e alle caratteristiche individuali del paziente.

Sì, tecnicamente è possibile, ma la scelta di operare entrambi gli occhi per la cataratta nella stessa seduta (una procedura definita intervento bilaterale di cataratta o ISBCS, ovvero Immediately Sequential Bilateral Cataract Surgery) non è uno standard universale e dipende da una valutazione clinica e organizzativa caso per caso.

L’approccio più diffuso nei centri italiani prevede ancora la cataratta un occhio alla volta: si opera prima un occhio, si attende la stabilizzazione visiva e la conferma del buon esito, e poi si procede con il secondo. Questo approccio consente di aggiustare la scelta della lente per il secondo occhio sulla base del risultato ottenuto con il primo, e limita il rischio che una complicanza (per quanto rara) coinvolga entrambi gli occhi contemporaneamente.

L’intervento della cataratta ai due occhi insieme nella stessa giornata viene valutato in contesti specifici: pazienti che vivono lontano dal centro chirurgico, difficoltà logistiche rilevanti, o situazioni cliniche particolari in cui il beneficio funzionale immediato su entrambi gli occhi è prioritario. In questi casi, il chirurgo discute pro e contro con il paziente prima di procedere.

No, non esiste una stagione migliore per operarsi di cataratta dal punto di vista medico. Il periodo migliore per l’intervento di cataratta è quello in cui il paziente è pronto clinicamente, la programmazione chirurgica lo consente e le condizioni visive richiedono di agire, indipendentemente dal mese dell’anno.

Un falso mito molto diffuso riguarda l’estate: molte persone rimandano l’intervento pensando che il caldo sia controindicato. In realtà, operare la cataratta in estate è sicuro quanto farlo in qualsiasi altra stagione. Le sale operatorie sono climatizzate e il protocollo chirurgico non cambia con la temperatura esterna.

Le uniche attenzioni in più legate ai mesi caldi riguardano il post-operatorio: evitare che il sudore entri nell’occhio nelle prime settimane (il che significa astenersi da attività fisiche intense che provochino sudorazione abbondante) e indossare occhiali da sole con protezione UV quando si esce alla luce intensa. Queste indicazioni valgono comunque sempre, ma diventano più importanti per chi si opera agli occhi in estate, quando l’esposizione solare è maggiore.

Il consiglio: non rimandare l’intervento per una questione di calendario. Se la vista peggiora e lo specialista ritiene indicato procedere, la stagione non è un motivo valido per attendere.

L’intervento di cataratta prevede sempre la rimozione del cristallino opacizzato e la sua sostituzione con una lente intraoculare artificiale. Ciò che cambia tra le diverse tecniche è il modo in cui si arriva a quel risultato:

  • Facoemulsificazione: è la tecnica standard, la più diffusa a livello mondiale. Il cristallino viene frammentato tramite ultrasuoni e aspirato attraverso un’incisione microscopica (circa 2-3 mm), senza punti di sutura. Garantisce tempi di recupero rapidi e un’ottima sicurezza;
  • Femtocataratta (chirurgia laser-assistita): alcune fasi dell’intervento (incisione corneale, capsulorissi e pre-frammentazione del cristallino) vengono eseguite da un laser a femtosecondi con precisione superiore a quella manuale. Non è indicata per tutti i pazienti: la valutazione pre-chirurgica stabilisce se offra un vantaggio reale nel singolo caso;
  • Scelta della lente intraoculare (IOL): indipendentemente dalla tecnica chirurgica, la scelta della lente è parte fondamentale della pianificazione. Le opzioni principali includono lenti monofocali (correggono una sola distanza), multifocali (permettono la visione su più distanze, riducendo la dipendenza dagli occhiali), toriche (per la correzione dell’astigmatismo) e EDOF (Extended Depth of Focus, con una maggiore profondità di fuoco).

La combinazione tra tecnica e lente viene stabilita dallo specialista sulla base della biometria oculare, delle aspettative visive del paziente e delle caratteristiche cliniche del caso.

La preparazione inizia con la visita pre-chirurgica, durante la quale lo specialista esegue una serie di esami strumentali, come ad esempio biometria, topografia corneale, valutazione del fondo oculare. Tutti questi esami serviranno per definire le caratteristiche dell’occhio, scegliere la lente più adatta e pianificare ogni dettaglio dell’intervento.

Nei giorni precedenti l’operazione il chirurgo darà delle indicazioni specifiche, che possono avere a che fare con:

  • Colliri preparatori: in molti casi viene prescritta una terapia locale con colliri antibiotici o antinfiammatori da iniziare uno o più giorni prima dell’intervento;
  • Sospensione delle lenti a contatto: le lenti morbide vanno sospese generalmente almeno una settimana prima; per le lenti rigide i tempi sono più lunghi;
  • Farmaci da segnalare: alcuni medicinali, in particolare gli alfa-litici usati per la prostata, possono influenzare la dilatazione pupillare durante l’intervento e vanno comunicati al chirurgo anche se non assunti attivamente al momento;
  • Digiuno: se è prevista una sedazione, verranno date indicazioni specifiche sulle ore di digiuno prima della procedura;
  • Accompagnatore: l’intervento è ambulatoriale, ma nella giornata dell’operazione è consigliato farsi accompagnare a casa.

La visita pre-chirurgica è il momento giusto per porre tutte le domande e chiarire ogni dubbio prima di procedere.

No, l’intervento di cataratta non è doloroso. Prima della procedura vengono instillati colliri anestetici locali che eliminano completamente qualsiasi sensazione dolorosa durante tutta la durata dell’intervento. Non è necessaria alcuna iniezione né anestesia generale.

Durante l’operazione il paziente può avvertire una lieve sensazione di pressione sull’occhio e, in alcuni momenti, un temporaneo oscuramento del campo visivo, entrambe sensazioni normali e transitorie, non dolorose.

Quanto alla durata: l’intervento vero e proprio dura generalmente tra i 15 e i 30 minuti per occhio, a seconda della complessità del caso e della tecnica utilizzata.

Nel post-operatorio immediato, con il calo dell’anestetico, è possibile avvertire un lieve fastidio, bruciore o sensazione di corpo estraneo nell’occhio. Si tratta di sintomi normali nelle prime ore, che si attenuano rapidamente con l’uso dei colliri prescritti.