L’uveite è un’infiammazione che può interessare zone diverse dell’occhio. A seconda della sede coinvolta, possono cambiare sia i sintomi sia gli esami necessari per capire da cosa dipende.
In alcuni casi l’infiammazione riguarda soprattutto la parte anteriore dell’occhio e può provocare rossore, dolore o fastidio alla luce. In altri interessa il vitreo, la retina o la coroide e può manifestarsi con corpi mobili, vista appannata o un calo visivo.
Anche le cause non sono sempre le stesse: alcune forme rimangono limitate all’occhio, altre possono essere associate a un’infezione o a una malattia sistemica. Non sempre, però, si riesce a individuare una causa precisa, ragion per cui gli accertamenti vengono scelti caso per caso, partendo dal tipo di infiammazione e dalla storia clinica della persona.
Anteriore, intermedia o posteriore: la sede cambia il quadro
Abbiamo detto che il termine uveite comprende diverse forme di infiammazione. La classificazione tiene conto soprattutto della zona dell’occhio maggiormente interessata:
- Nell’uveite anteriore l’infiammazione riguarda principalmente la parte anteriore dell’uvea, in particolare l’iride e, in alcune forme, il corpo ciliare. È una delle situazioni in cui possono essere più evidenti rossore, dolore e sensibilità alla luce;
- Nell’uveite intermedia l’infiammazione interessa soprattutto il vitreo e le strutture vicine. In questo caso, i disturbi possono essere meno legati all’occhio rosso e più alla presenza di corpi mobili o a un peggioramento della vista;
- L’uveite posteriore coinvolge invece le strutture nella parte posteriore dell’occhio, come retina e coroide. Quando l’infiammazione interessa entrambe si può parlare di corioretinite o retinocoroidite, a seconda della sede predominante.
L’infiammazione di uvea e retina può avere conseguenze diverse a seconda della zona interessata. Se viene coinvolta la macula, per esempio, può risentirne la visione centrale. Se l’infiammazione interessa altre aree della retina, i disturbi possono essere differenti.
Esistono inoltre forme che coinvolgono più segmenti dell’occhio contemporaneamente. La classificazione serve quindi a descrivere dove è concentrata l’infiammazione, ma da sola non ne indica la causa.
Occhio rosso, fotofobia o corpi mobili: sintomi diversi nelle diverse forme
I sintomi dell’uveite non sono uguali per tutti. In generale, il modo in cui l’uveite si “manifesta” dipende dalla sede e dall’intensità dell’infiammazione e possono comparire in uno o in entrambi gli occhi.
Nelle forme anteriori potresti notare:
- occhio rosso;
- dolore o fastidio oculare;
- fotofobia, cioè una particolare sensibilità alla luce;
- vista meno nitida.
L’occhio rosso è però molto comune e può dipendere da numerose altre condizioni. La sua presenza, da sola, non basta quindi per parlare di uveite.
Nelle forme intermedie e posteriori possono diventare più evidenti altri disturbi, come la comparsa di corpi mobili nel campo visivo e il calo visivo.
I sintomi della corioretinite, invece, dipendono anche dalla zona di retina coinvolta. Se l’infiammazione interessa la parte centrale, potresti accorgerti che le immagini sono meno nitide o deformate. In altri casi possono comparire zone meno visibili nel campo visivo.
Anche una vista offuscata può avere molte spiegazioni diverse: se è accompagnata da dolore, fotofobia, nuovi corpi mobili o da un calo della vista, è bene riferire tutti questi sintomi all’oculista.
Quando l’infiammazione può avere una causa infettiva o sistemica
Una volta riconosciuta l’infiammazione, il passo successivo è capire se esistono elementi che possano indicarne l’origine.
L’uveite infettiva può essere legata a differenti agenti infettivi. Anche alcune forme di corioretinite possono avere un’origine infettiva. Il tipo di infezione da ricercare dipende dalle caratteristiche delle lesioni oculari, dalla storia clinica e da eventuali altri sintomi.
Esistono poi uveiti associate a malattie infiammatorie o immunomediate che interessano anche altri organi. In questo contesto si parla spesso di uveite autoimmune, anche se le condizioni sistemiche associate sono diverse e non hanno tutte lo stesso meccanismo.
Tra le informazioni che possono essere utili durante la visita ci sono eventuali:
- malattie reumatologiche o infiammatorie già diagnosticate;
- infezioni recenti o pregresse;
- sintomi articolari, cutanei, intestinali o respiratori;
- terapie farmacologiche in corso;
- precedenti episodi di infiammazione oculare;
- altri problemi di salute rilevanti.
Chiaramente, la presenza di uno di questi elementi non dimostra automaticamente che sia la causa dell’uveite; sono però informazioni utili e funzionali per decidere quali approfondimenti possano avere senso.
In altri casi, nonostante gli accertamenti, non viene identificata una causa specifica: in questo caso si parla di uveite idiopatica.
Perché gli esami cambiano da paziente a paziente
La diagnosi di uveite parte dalla visita oculistica. L’oculista osserva le strutture dell’occhio per capire dove si trova l’infiammazione e quali tessuti sono coinvolti.
Durante la valutazione, l’oculista utilizza l’esame alla lampada a fessura, la misurazione della pressione oculare e l’osservazione del fondo dell’occhio dopo la dilatazione della pupilla.
Se sono coinvolte retina e macula, può essere indicato anche l’OCT della retina, grazie al quale si possono osservare in sezione gli strati retinici e mettere in evidenza alterazioni associate all’infiammazione, compresa la presenza di liquido nella regione maculare.
In altri casi può servire l’angiografia per studiare la circolazione retinica e coroideale e anche un Angio-OCT, per aggiungere informazioni sulla rete vascolare senza utilizzare mezzo di contrasto.
Puoi approfondire le diverse metodiche nella sezione dedicata agli esami diagnostici oculari.
Gli esami per l’uveite non si fermano necessariamente all’occhio. Se il quadro fa sospettare una causa infettiva o sistemica, possono essere richiesti esami del sangue o altri accertamenti e, quando serve, può essere coinvolto uno specialista di un’altra disciplina.
Controllare l’infiammazione e le complicanze nel tempo
Il trattamento dell’uveite dipende dalla sede, dalla gravità e soprattutto dalla causa.
Quando l’origine è infettiva, la terapia deve tenere conto dell’agente responsabile. Nelle forme non infettive possono essere utilizzati farmaci antinfiammatori, tra cui corticosteroidi, con modalità di somministrazione diverse a seconda del quadro. In alcuni casi possono essere necessarie altre terapie che agiscono sulla risposta immunitaria.
Come per altre patologie, anche in questo caso il follow-up dell’uveite è importantissimo per controllarne il decorso. Tra le complicanze dell’uveite possono esserci alterazioni della pressione oculare, cataratta e problemi a carico della retina o della macula.
Una possibile complicanza è l’edema maculare, cioè l’accumulo di liquido nella zona centrale della retina. Quando il liquido assume una particolare distribuzione all’interno degli strati retinici può presentarsi come edema maculare cistoide. Puoi approfondire il tema nell’articolo Vista Vision dedicato alla maculopatia e all’edema maculare.
Un’altra situazione da controllare è l’aumento della pressione intraoculare, che in alcuni pazienti può portare a glaucoma secondario. La pressione può cambiare per effetto dell’infiammazione stessa oppure in relazione ad alcuni trattamenti, motivo per cui viene controllata durante le visite.
Se l’infiammazione coinvolge direttamente la retina, il monitoraggio può servire anche a verificare la comparsa o l’evoluzione di lesioni retiniche e le loro conseguenze sulla vista. Per altri approfondimenti sulla retina puoi leggere gli articoli dedicati alla retinite pigmentosa, ai test per la valutazione della macula e alle principali patologie retiniche.
Se hai un occhio molto rosso e dolorante, una forte fotofobia, nuovi corpi mobili o un calo della vista, il nostro consiglio è di non rimandare il controllo.
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