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Distrofie corneali e principali forme che interessano i diversi strati della cornea

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Se ti hanno diagnosticato una distrofia corneale, il nome da solo dice ancora poco su quello che può succedere alla tua vista. Esistono infatti diverse forme e una delle differenze principali riguarda lo strato della cornea coinvolto.

Alcune distrofie interessano la superficie corneale e possono provocare episodi di dolore o erosioni ricorrenti. Altre si sviluppano nello stroma, dove possono comparire depositi che riducono la trasparenza della cornea. Se il problema riguarda l’endotelio, invece, può accumularsi liquido e la vista può diventare annebbiata.

Anche l’evoluzione cambia molto: potresti avere una distrofia che rimane stabile per anni e richiede soltanto controlli, oppure una forma che nel tempo comincia a interferire con la vista. Diagnosi e trattamento, quindi, dipendono prima di tutto dal tipo di distrofia e da quanto incide sulla tua capacità visiva.

Epitelio, stroma ed endotelio nella classificazione delle distrofie corneali

La cornea è la superficie trasparente che si trova davanti all’iride e alla pupilla. Per permetterti di vedere nitidamente deve mantenere una forma regolare e, soprattutto, rimanere trasparente.

Sappiamo che la cornea è composta da strati diversi. Se parliamo di distrofie corneali, tre sono particolarmente importanti:

  • l’epitelio, che riveste la superficie esterna;
  • lo stroma, che costituisce gran parte dello spessore della cornea;
  • l’endotelio, lo strato più interno, che contribuisce a mantenere il corretto equilibrio dei liquidi nel tessuto corneale.

Questa suddivisione aiuta anche a orientarsi tra distrofie epiteliali, distrofie stromali e distrofie endoteliali.

Se viene interessato l’epitelio, puoi avere problemi soprattutto sulla superficie della cornea. Nello stroma, invece, alcune distrofie provocano depositi e opacità. Quando sono coinvolte le cellule endoteliali, la cornea può trattenere troppo liquido e sviluppare edema.

Molte distrofie corneali hanno una componente genetica e possono interessare entrambi gli occhi, ma non tutte compaiono alla stessa età o progrediscono allo stesso modo.

Attenzione a non confondere le distrofie con il cheratocono: anche questa patologia riguarda la cornea, ma ne modifica progressivamente forma e curvatura attraverso un meccanismo diverso.

Distrofie epiteliali: quando prevalgono erosioni e dolore

Se la distrofia interessa la superficie corneale, uno dei problemi che potresti incontrare è una scarsa adesione dell’epitelio agli strati sottostanti.

Succede, per esempio, nella distrofia della membrana basale epiteliale. Non è detto che provochi sintomi: in alcune persone viene individuata durante una visita senza aver mai dato particolari disturbi.

Quando invece compaiono erosioni corneali ricorrenti, difficilmente non si avvertono sintomi. In questo caso, una piccola porzione dell’epitelio si distacca e puoi avvertire improvvisamente dolore, lacrimazione, fotofobia o la sensazione di avere qualcosa nell’occhio.

Gli episodi possono presentarsi anche appena sveglio. Durante la notte la palpebra rimane a contatto con la superficie dell’occhio e, se l’epitelio non aderisce bene, aprire gli occhi al mattino può favorire una nuova erosione.

Il dolore corneale può essere intenso anche quando l’area interessata è piccola, perché la cornea è molto ricca di terminazioni nervose.

Tra un episodio e l’altro potresti stare bene. Se però questo tipo di dolore si è già presentato più volte, raccontalo all’oculista: la ricorrenza è un dettaglio utile per capire che cosa sta succedendo alla superficie corneale.

Dolore e rossore, da soli, non permettono comunque di riconoscere una distrofia. Un occhio rosso può avere cause molto diverse, quindi la cornea va osservata direttamente.

Come le distrofie stromali possono ridurre la trasparenza della cornea

Lo stroma è la parte più spessa della cornea. Se c’è una distrofia a livello dello stroma, ciò che può accadere è l’insorgenza di depositi che, con il passare del tempo, possono renderla meno trasparente.

Non tutti i depositi, però, hanno lo stesso aspetto.

Nella distrofia granulare si formano opacità stromali caratteristiche, che possono aumentare nel corso degli anni. Nella distrofia reticolare, invece, i depositi possono assumere un aspetto ramificato e in alcuni casi associarsi anche a erosioni della superficie corneale.

C’è poi la distrofia maculare corneale, nella quale le opacità possono interessare progressivamente lo stroma e ridurne la trasparenza.

Il nome può trarre in inganno: qui “maculare” non ha a che vedere con la macula della retina. La distrofia maculare corneale interessa la cornea, mentre condizioni come la degenerazione maculare senile e la maculopatia miopica riguardano la parte centrale della retina.

Se un’opacità corneale raggiunge la zona attraverso cui passa la luce, potresti iniziare a vedere meno nitidamente. Il cambiamento può essere graduale e all’inizio anche poco evidente.

Naturalmente, una vista offuscata non significa automaticamente che ci sia un problema alla cornea: è un sintomo comune a molte condizioni oculari e la visita serve proprio a capire da quale struttura dell’occhio proviene.

Edema e alterazioni visive nelle forme endoteliali

L’endotelio è uno strato sottilissimo che si trova nella parte interna della cornea. Una delle sue funzioni è impedire che nel tessuto corneale rimanga una quantità eccessiva di liquido.

Se le cellule endoteliali diminuiscono o non riescono più a lavorare in modo adeguato, la cornea può imbibirsi di acqua, portando all’insorgenza di un edema corneale.

La più conosciuta tra le distrofie endoteliali è la distrofia di Fuchs. Durante la visita l’oculista può osservare anche la presenza di guttata corneale, ovvero piccole escrescenze che si formano a livello della membrana di Descemet.

Se ti hanno riscontrato delle guttate, questo non vuol dire necessariamente che tu abbia già un edema importante o che la tua vista sia destinata a peggiorare rapidamente. In questo caso, bisogna distinguere quante cellule endoteliali sono efettivamente ancora funzionanti, come appare la cornea e se sono presenti sintomi.

Quando compare edema, uno dei disturbi possibili è la visione annebbiata.

Nella distrofia di Fuchs potresti accorgertene soprattutto al mattino. Durante la notte, con gli occhi chiusi, evapora meno acqua dalla superficie corneale; per questo la cornea può essere più edematosa al risveglio e la vista migliorare nelle ore successive.

Se la malattia progredisce, l’annebbiamento può durare più a lungo e diventare meno variabile durante la giornata. Nei quadri più avanzati l’edema può raggiungere anche gli strati superficiali e provocare fastidio.

Quando è sufficiente il monitoraggio e quando si valuta un trattamento

Per la diagnosi delle distrofie corneali, l’oculista osserva la cornea alla lampada a fessura. Già questo esame permette di riconoscere molte alterazioni dell’epitelio, dello stroma e dell’endotelio.

A seconda di quello che trova, può essere utile approfondire.

La microscopia speculare permette di osservare e valutare le cellule endoteliali ed è particolarmente utile quando il problema riguarda la parte interna della cornea. L’OCT cornea consente invece di studiarne la struttura in sezione.

Topografia e tomografia corneale possono aggiungere informazioni sulla forma e sulle caratteristiche della cornea. Se vuoi capire meglio quali controlli possono essere eseguiti durante una valutazione oculistica, trovi una panoramica negli approfondimenti Vista Vision sugli esami diagnostici e sulla visita oculistica completa.

E se la distrofia non ti dà problemi?

In molti casi si continua semplicemente con il follow-up. Non c’è motivo di trattare una distrofia soltanto perché è visibile alla visita: conta quello che sta facendo alla cornea e alla tua vista.

Se invece hai erosioni corneali ricorrenti, possono essere valutati trattamenti per proteggere la superficie e favorire una migliore adesione dell’epitelio. Per alcune forme superficiali, quando indicato, una delle possibilità è la PTK, o cheratectomia fototerapeutica.

Con le distrofie stromali si guarda soprattutto a quanto i depositi interferiscono con la trasparenza e con la visione. Se sono presenti ma non compromettono la capacità visiva in modo importante, può non essere necessario intervenire.

Nelle forme endoteliali acquistano più peso l’edema corneale, la qualità della vista e la capacità dell’endotelio di mantenere la cornea trasparente.

Quando la compromissione diventa importante, lo specialista può valutare un trapianto di cornea. Non significa necessariamente sostituire tutta la cornea: se il problema è concentrato negli strati posteriori, esistono tecniche di cheratoplastica endoteliale che permettono di sostituire selettivamente i tessuti interessati. La scelta dipende dal tipo di distrofia e dalle condizioni del tuo occhio.

Anche qui è utile fare una distinzione con il cheratocono. Il cross-linking corneale viene utilizzato in determinate forme di cheratocono per cercare di stabilizzare una cornea che tende a deformarsi; non è il trattamento abituale delle distrofie epiteliali, stromali o endoteliali descritte qui.

Se hai già ricevuto una diagnosi di distrofia corneale, i controlli servono soprattutto a capire se la situazione è stabile. Se invece hai episodi ricorrenti di dolore, visione annebbiata o ti è stata riscontrata un’alterazione della trasparenza della cornea, una valutazione specialistica permette di capire quale strato è coinvolto e quanto il problema sta incidendo sulla vista.

Per un controllo puoi consultare l’elenco dei centri Vista Vision oppure prenotare una visita oculistica.