INTRODUZIONE

I dati dicono che è una malattia rara: sono circa 1000 i ragazzi che ogni anno sono costretti a sottoporsi a intervento per curarlo. Il cheratocono è una patologia oculare che colpisce principalmente i giovani in età adolescenziale.

CAPITOLO 1

SPIEGAZIONE

Il cheratocono è una patologia oculare degenerativa non infiammatoria che colpisce la porzione centrale della cornea che si assottiglia progressivamente e si curva in modo accentuato e anomalo verso l’esterno.
Si manifesta in genere in età adolescenziale e con frequenza maggiore nel sesso femminile. Tende ad arrestarsi spontaneamente attorno ai 40 anni.
Di solito colpisce entrambi gli occhi, anche se non in contemporanea, provocando disturbi visivi progressivi come:

  • perdita di acuità visiva in tutte le direzioni
  • aumento della miopia e dell’astigmatismo da cheratocono
  • visione notturna ridotta
  • rischio di perdere la vista
  • danni all’integrità del bulbo oculare.

Talvolta il cheratocono può progredire più rapidamente, provocando la comparsa di edema e cicatrici corneali. Le anomalie o lesioni della cornea associate al cheratocono possono influenzare in modo significativo la capacità di eseguire compiti semplici, come guidare, guardare la televisione o leggere un libro.

CAPITOLO 2

SINTOMI E DIAGNOSI

I sintomi del cheratocono possono comprendere:

  • Visione distorta
  • Aumento della sensibilità alla luce (fotofobia)
  • Irritazione oculare lieve
  • Offuscamento della vista
  • Doppia visione con un occhio chiuso (poliopia monoculare)

Per diagnosticare il cheratocono in fase molto iniziale è fondamentale effettuare una visita oculistica nei bambini nelle tappe dei 3-6-12 anni e non appena si avverta una visione disturbata o diversa dal solito.

La diagnosi più moderna si avvale di strumentazioni all’avanguardia per eseguire esami specifici come tomografia, pachimetria, cheratometria e OCT (Tomografia a Coerenza Ottica Comuperizzata: scopri di più). Si tratta di tecnologia avanzata capace di fornire informazioni precise e dettagliate sull’anatomia e sulla morfologia della cornea, nello specifico sullo spessore corneale in ogni punto permettendo di seguire e monitorare l’evoluzione nel tempo.

CAPITOLO 3

TRATTAMENTI E CURE: IL CROSS-LINKING

La riabilitazione visiva nel cheratocono si ottiene difficilmente con l’uso di occhiali, più facilmente con l’uso di lenti correttive. Si tratta di lenti corneali a contatto per cheratocono, costruite su misura per il singolo paziente sulla base della topografia corneale, che riescono a migliorare la capacità visiva.

È possibile, inoltre, ricorrere alla terapia parachirurgica non invasiva di ultima generazione del Cross-Linking corneale (CXL) per arrestare e in alcuni casi bloccare l’evoluzione del cheratocono, che in casi peggiori conduce al trapianto di cornea.

Il Cross-Linking è una metodica che tende ad incrementare la resistenza del tessuto corneale evitando il progressivo continuo sfiancarsi della cornea ed il concomitante deterioramento visivo percepito dal paziente. Viene eseguito in anestesia locale e dura all’incirca un’ora.
Dopo un’iniziale disepitelizzazione corneale viene installata sulla superficie della cornea una soluzione a base di destrano e riboflavina (Vitamina B2). Successivamente un laser a raggi ultravioletti (raggi UV-A) attiva questa soluzione che impacchetta le fibre corneali consolidando i vari strati lamellari che compongono la superficie della cornea. Il decorso postoperatorio comprende controlli giornalieri fino a riepitelizzazione avvenuta.

Nei casi in cui il cheratocono sia talmente avanzato da provocare una riduzione del visus non recuperabile, è necessario il trapianto di cornea.

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