L’edema maculare cistoide interessa la macula, la zona centrale della retina che utilizzi per leggere, riconoscere i volti e vedere nitidamente i dettagli. Parliamo di edema maculare cistoide quando del liquido si accumula nello spessore della retina formando piccoli spazi che all’OCT assumono un caratteristico aspetto, per l’appunto, cistico.
Non sempre provoca sintomi evidenti: in alcuni casi viene scoperto durante gli esami della retina senza che tu abbia notato particolari cambiamenti nella vista; quando è più marcato, invece, può rendere la visione centrale meno nitida o deformare le immagini.
L’edema maculare cistoide (EMC) può comparire in situazioni diverse, per esempio dopo un intervento di cataratta, in presenza di un’uveite o nell’ambito di alcune patologie retiniche e vascolari. Capire da cosa dipende è importante perché anche il trattamento cambia in base alla causa.
Quando il liquido si raccoglie nella macula: cosa mostra l’OCT
La macula si trova al centro della retina ed è responsabile della visione più precisa. Quando si sviluppa un edema maculare cistoide, del liquido intraretinico si raccoglie all’interno dei suoi strati.
Il termine “cistoide” descrive proprio l’aspetto di questo accumulo: il fluido forma numerose cavità che nelle immagini dell’OCT appaiono come piccoli spazi all’interno della retina. Di conseguenza, non si tratta di vere cisti con una parete propria, ma di raccolte di liquido nel tessuto retinico.
L’OCT della retina permette di osservare la macula in sezione e di controllare:
- la presenza delle cisti intraretiniche;
- la quantità e la distribuzione del liquido;
- lo spessore della macula;
- gli strati retinici coinvolti;
- eventuali altre alterazioni della retina.
L’OCT nell’edema maculare viene utilizzato anche durante i controlli. Confrontando immagini eseguite in momenti diversi, l’oculista può vedere se il liquido si è ridotto, è rimasto stabile oppure è aumentato.
Dopo cataratta, uveite o patologie retiniche: i contesti in cui può comparire
Dietro un edema maculare cistoide possono esserci condizioni molto diverse. In generale, l’accumulo di liquido è legato a un’alterazione dei meccanismi che normalmente regolano gli scambi attraverso i piccoli vasi della retina. Ad esempio, infiammazione e alterazioni vascolari possono aumentare la permeabilità dei capillari e favorire il passaggio di liquido nel tessuto retinico.
Tra i contesti associati all’EMC troviamo:
- interventi intraoculari, in particolare la chirurgia della cataratta;
- uveiti e altre condizioni infiammatorie oculari;
- retinopatia diabetica;
- occlusioni venose della retina;
- alcune distrofie retiniche;
- traumi oculari;
- altre condizioni oculari o sistemiche, da valutare in base al singolo caso.
Dobbiamo anche precisare che non è detto che una di queste condizioni porti necessariamente allo sviluppo dell’edema. Per poter fare una diagnosi, servono gli esami della retina per verificare se il liquido è effettivamente presente e per inquadrarne l’origine.
Edema maculare dopo cataratta e sindrome di Irvine-Gass
L’edema maculare dopo cataratta è una delle forme più conosciute. Quando compare dopo l’intervento viene indicato come sindrome di Irvine-Gass.
È legato principalmente alla risposta infiammatoria che può seguire la chirurgia: i mediatori dell’infiammazione possono modificare la permeabilità dei capillari retinici e favorire l’accumulo di liquido nella macula.
L’edema non compare necessariamente subito dopo l’intervento di cataratta. Può manifestarsi nelle settimane successive e, nelle forme lievi o subcliniche, essere rilevato agli esami anche senza un calo visivo percepito.
Se invece dopo l’operazione la vista diventa meno nitida, soprattutto dopo una fase iniziale di miglioramento, è bene riferirlo all’oculista.
Uveite ed edema maculare
L’uveite è un’altra condizione che può provocare edema maculare. L’infiammazione può alterare la barriera emato-retinica, rendendo i vasi più permeabili e favorendo il passaggio di liquido.
In presenza di uveite con edema maculare, la gestione deve quindi tenere conto sia dell’accumulo di liquido sia dell’infiammazione che lo sostiene.
Retinopatia diabetica e occlusioni venose
Anche alcune patologie vascolari della retina possono causare edema.
Nella retinopatia diabetica, il diabete può danneggiare progressivamente i piccoli vasi retinici e aumentarne la permeabilità. Se il liquido raggiunge la regione centrale della retina si sviluppa un edema maculare diabetico.
Edema maculare diabetico ed edema maculare cistoide non sono però sinonimi: l’edema diabetico può assumere differenti caratteristiche morfologiche, tra cui anche un aspetto cistoide.
Se hai il diabete, trovi maggiori informazioni nell’approfondimento dedicato a diabete e vista.
L’edema può comparire anche in seguito a un’occlusione venosa della retina. L’ostacolo al normale deflusso del sangue può aumentare la pressione nei vasi retinici e favorire la fuoriuscita di liquido. Se questo raggiunge la macula, la visione centrale può risentirne.
Visione centrale offuscata o distorta: come può manifestarsi
L’edema maculare cistoide può essere presente anche senza sintomi evidenti, soprattutto quando l’accumulo di liquido è limitato. In questi casi può essere individuato durante un controllo o attraverso esami come OCT e angiografia.
Quando invece l’edema compromette maggiormente la funzione della macula, potresti accorgerti di qualcosa che non va nella parte centrale della visione.
Tra i possibili sintomi dell’edema maculare cistoide ci sono:
- visione offuscata centrale;
- riduzione della nitidezza dei dettagli;
- difficoltà nella lettura;
- metamorfopsie, con linee o immagini che appaiono deformate;
- calo visivo di intensità variabile.
In genere non sono il dolore o il rossore a far sospettare un EMC. La loro eventuale presenza può essere legata alla condizione che ha provocato l’edema, per esempio un processo infiammatorio.
La vista offuscata rimane comunque un sintomo molto generico. Se vedi meno nitidamente al centro, l’OCT e la visita permettono di capire se il problema viene dalla macula o da un’altra struttura dell’occhio.
Dalla visita all’imaging: come si distingue da altri edemi maculari
Per la diagnosi dell’edema maculare cistoide conta anche ciò che è successo prima della comparsa del problema. Un recente intervento di cataratta, un’uveite, il diabete o una patologia vascolare della retina orientano gli approfondimenti in direzioni differenti.
Gli esami che possono essere utilizzati sono:
- valutazione dell’acuità visiva;
- esame del fondo oculare;
- OCT della macula;
- angiografia fluoresceinica;
- altri esami retinici indicati dall’oculista.
In particolare l’OCT (e, in alcuni casi può essere utile anche l’Angio-OCT) permette di osservare direttamente le cavità cistoidi e il liquido intraretinico. Essendo un esame non invasivo, può inoltre essere ripetuto per seguire l’andamento dell’edema.
L’angiografia fluoresceinica, invece, ci permette di ricavare informazioni diverse. Dopo la somministrazione di un mezzo di contrasto consente di studiare la circolazione della retina e di evidenziare eventuali aree di fuoriuscita del colorante dai vasi. Nell’EMC può comparire un caratteristico pattern di diffusione nella regione maculare.
La diagnosi differenziale dell’edema maculare serve a distinguere l’EMC da altre alterazioni che possono provocare un aumento dello spessore maculare o la presenza di liquido. Individuarne correttamente l’origine incide direttamente sulla scelta della terapia.
Puoi approfondire questi strumenti nella sezione Vista Vision dedicata agli esami diagnostici oculari.
Trattamento e controlli
Il trattamento dell’edema maculare cistoide viene scelto in base alla causa. Un EMC comparso dopo un intervento di cataratta non viene necessariamente gestito come quello associato a un’uveite, alla retinopatia diabetica o a un’occlusione venosa.
Nella sindrome di Irvine-Gass, per esempio, possono essere utilizzate terapie antinfiammatorie, spesso con farmaci topici nelle forme appropriate. Se l’edema persiste o presenta caratteristiche particolari, lo specialista può valutare altre opzioni.
Quando l’origine è infiammatoria, il trattamento deve agire anche sull’infiammazione. Nelle forme associate a determinate patologie vascolari della retina possono invece trovare indicazione le iniezioni intravitreali, con farmaci anti-VEGF o corticosteroidi a seconda della causa e del quadro clinico.
Puoi approfondire il funzionamento di queste terapie nell’articolo Vista Vision dedicato ai farmaci anti-VEGF e alle terapie intravitreali.
I controlli servono a verificare sia come cambia la vista sia cosa sta succedendo alla macula. Durante il follow-up con OCT si possono confrontare:
- quantità di liquido presente;
- dimensioni e distribuzione delle cavità cistoidi;
- spessore della macula;
- struttura degli strati retinici;
- risposta alla terapia;
- eventuale ricomparsa dell’edema.
Il recupero visivo dipende dalla causa, dalla durata e dalla gravità dell’edema e dalle condizioni della retina. La scomparsa del liquido all’OCT è certamente un dato importante, ma non significa automaticamente che la capacità visiva torni esattamente a quella precedente.
Se noti un cambiamento della vista, soprattutto dopo un intervento di cataratta o se hai già una patologia retinica, parlane con l’oculista. Nei centri Vista Vision puoi effettuare una visita oculistica completa e gli esami diagnostici per studiare retina e macula.
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