occhio arrossato

Sclerite e dolore oculare da infiammazione profonda

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Un occhio rosso doloroso può avere molte cause. Nella sclerite, però, l’infiammazione interessa la sclera, la parte bianca e resistente che forma gran parte della parete dell’occhio, e il dolore può essere decisamente più intenso rispetto a quello provocato da irritazioni superficiali.

In caso di sclerite, potresti sentire dolore anche senza toccare l’occhio, durante i movimenti oculari o nelle ore notturne. L’arrossamento, inoltre, può assumere una tonalità più scura, talvolta violacea.

Pur non essendo la sclerite molto comune, merita comunque attenzione sia per le possibili conseguenze sull’occhio sia perché, in alcuni casi, può comparire insieme a malattie reumatologiche o autoimmuni.

Perché la sclerite è diversa da un comune occhio rosso

La sclera è il tessuto bianco che vedi intorno all’iride. Quando si infiamma in profondità si parla di infiammazione della sclera o sclerite.

Il rossore è soltanto uno dei possibili segnali. A differenza di molte condizioni più superficiali, nella sclerite è frequente un dolore profondo, che può essere importante e persistere anche a riposo.

Per questo un occhio rosso doloroso non dovrebbe essere trattato automaticamente come una semplice irritazione o con colliri scelti senza una diagnosi. Ci possono essere situazioni contingenti come congiuntivite, episclerite, uveite, problemi della cornea e sclerite, che possono provocare arrossamento, ma interessano strutture differenti e non vengono gestite allo stesso modo.

Una vista offuscata può dipendere da moltissimi problemi oculari e non è un sintomo specifico della sclerite. Associata a dolore e forte arrossamento, però, è un’informazione da riferire subito all’oculista.

Dolore profondo e caratteristiche che aiutano a distinguerla dall’episclerite

Sclerite o episclerite? I nomi sono simili, ma non stiamo parlando della stessa infiammazione:

  • L’episclera è un tessuto più superficiale rispetto alla sclera. L’episclerite tende generalmente a provocare un arrossamento circoscritto o diffuso, con fastidio o sensibilità, ma il dolore è di solito meno intenso rispetto alla sclerite;
  • Il dolore della sclerite ha spesso caratteristiche diverse. Può essere profondo, continuo e abbastanza forte da interferire con le normali attività. In alcune persone peggiora durante la notte.

Può comparire anche dolore con i movimenti oculari. Muovere l’occhio sollecita infatti strutture che hanno rapporti con la sclera infiammata e questo può accentuare il disturbo.

Anche l’aspetto dell’occhio può dare qualche indicazione. La sclerite può provocare un arrossamento profondo, spesso descritto come un occhio rosso violaceo, mentre nell’episclerite sono interessati vasi più superficiali.

Come abbiamo detto, dolore e fotofobia possono comparire anche quando l’infiammazione interessa altre strutture oculari. È uno dei motivi per cui durante la visita vengono controllate anche cornea, camera anteriore e resto dell’occhio, così da distinguere la sclerite da condizioni come l’uveite o una patologia corneale.

Le principali forme di sclerite anteriore e posteriore

La sclerite non si presenta sempre nello stesso modo. Una distinzione utile è quella tra sclerite anteriore e sclerite posteriore.

La forma anteriore interessa la parte della sclera che può essere osservata più facilmente durante la visita. Può essere diffusa oppure concentrarsi in un’area precisa.

Nella sclerite nodulare compare una zona infiammata e rilevata della sclera, con un nodulo profondo che può essere particolarmente dolente.

La sclerite necrotizzante è, invece, una forma più grave, nella quale l’infiammazione può provocare un danno importante del tessuto sclerale. Anche in questo caso, la patologia necessita di una gestione specialistica attenta e può essere associata ad alcune malattie sistemiche.

La sclerite posteriore, invece, interessa la porzione della sclera situata dietro l’occhio. Proprio perché non è direttamente visibile guardando la parte anteriore, può essere meno immediata da riconoscere.

Può provocare dolore profondo e disturbi visivi e, in base al quadro, può essere necessario affiancare alla visita alcuni esami diagnostici oculari. L’ecografia oculare, per esempio, può darci molte informazioni utili quando si sospetta un interessamento della sclera posteriore.

Se la sclerite posteriore provoca alterazioni a carico della retina o della macula, possono essere utilizzati anche esami che studiano queste strutture. Nello specifico, grazie all’OCT possiamo osservare in dettaglio la retina centrale e può essere utile quando il quadro clinico lo richiede.

Quando è utile ricercare anche una patologia sistemica

A volte la sclerite rimane un problema esclusivamente oculare. Altre volte, però, può essere associata a una malattia che interessa anche altre parti dell’organismo.

Tra le associazioni conosciute ci sono alcune malattie autoimmuni e reumatologiche. Artrite reumatoide e sclerite, per esempio, possono essere presenti nella stessa persona. Anche alcune vasculiti e altre patologie infiammatorie sistemiche possono coinvolgere la sclera.

Durante la visita, quindi, l’oculista potrebbe chiederti se hai:

  • dolori o gonfiore alle articolazioni;
  • una malattia reumatologica già diagnosticata;
  • sintomi cutanei o altri disturbi infiammatori;
  • episodi precedenti di sclerite;
  • altre malattie autoimmuni;
  • infezioni recenti o altri elementi rilevanti della tua storia clinica.

Se ci sono elementi compatibili con una sclerite autoimmune, possono essere richiesti esami del sangue e una visita reumatologica, proprio per capire se l’infiammazione dell’occhio faccia parte di un quadro più ampio.

Lo stesso discorso vale per le infezioni. Esiste anche la sclerite infettiva, meno comune ma importante da riconoscere perché richiede un approccio diverso rispetto alle forme infiammatorie non infettive. Eventuali precedenti interventi oculari, traumi o altri fattori vengono quindi considerati durante l’anamnesi.

Anche altre infiammazioni oculari possono avere rapporti con patologie sistemiche. È il caso, per esempio, di alcune forme di uveite: se vuoi approfondire questi collegamenti, nel Magazine Vista Vision trovi gli articoli dedicati alle patologie infiammatorie e alla salute degli occhi.

Trattamento dell’infiammazione e controllo delle complicanze

Il trattamento della sclerite viene deciso in base alla forma, alla gravità e alla causa.

Nelle forme non infettive possono essere utilizzati farmaci antinfiammatori. Se l’infiammazione è più importante, lo specialista può valutare corticosteroidi sistemici o, in determinate situazioni, farmaci immunosoppressori.

Queste terapie non sono intercambiabili e non vengono prescritte nello stesso modo a tutti. Se la sclerite è associata a una malattia autoimmune, la gestione può coinvolgere anche il reumatologo o un altro specialista che segue la patologia sistemica.

Per la sclerite infettiva, è necessaria una terapia diretta contro l’agente responsabile.

A proposito, invece, delle possibili complicanze della sclerite, queste dipendono dalla forma e dalla gravità dell’infiammazione. Nei quadri più importanti possono comparire assottigliamento della sclera e coinvolgimento di cornea, uvea, retina o altre strutture oculari.

Se hai un occhio molto rosso e soprattutto doloroso, se il dolore è profondo o aumenta muovendo l’occhio, oppure se insieme al rossore noti un peggioramento della vista, è meglio non aspettare che passi da solo.

Nei centri Vista Vision puoi effettuare una visita oculistica completa per capire da cosa dipendono dolore e arrossamento e verificare quali strutture dell’occhio sono coinvolte.

Se necessario, l’oculista potrà indicarti gli esami diagnostici utili ad approfondire il quadro e, quando ci sono elementi che fanno pensare a una patologia sistemica, suggerire ulteriori valutazioni specialistiche.

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