L’Herpes simplex nell’occhio può interessare diverse strutture, ma quando coinvolge la cornea si parla di cheratite erpetica. Una sua particolarità è che può ripresentarsi anche a distanza di tempo: dopo il primo contatto, infatti, il virus rimane nell’organismo in forma latente e può riattivarsi.
Un’altra particolarità di questa infezione è che i sintomi non sono sempre uguali. Potresti avere un occhio rosso, fastidio alla luce, lacrimazione, dolore o una vista meno nitida, ma molto dipende dalla parte della cornea interessata. Una cheratite epiteliale erpetica, per esempio, è diversa da una forma che coinvolge lo stroma o l’endotelio e anche la terapia cambia.
Per questo, se hai già avuto un episodio di herpes oculare e ricompaiono disturbi simili, evita di riprendere da solo vecchi colliri o terapie: prima bisogna capire se si tratta davvero di una recidiva dell’herpes oculare e quale strato della cornea è coinvolto.
Perché il virus può rimanere latente e riattivarsi
Dopo un’infezione da Herpes simplex all’occhio, il virus non viene eliminato completamente dall’organismo. Può raggiungere le strutture nervose e rimanere silente per molto tempo: è quello che si intende quando si parla di virus latente.
In alcuni momenti può tornare attivo e raggiungere nuovamente l’occhio. La riattivazione dell’herpes non avviene necessariamente una sola volta e, proprio per questo, la cheratite erpetica può avere un andamento recidivante. Se hai già avuto un episodio, sapere che il problema può ripresentarsi è utile soprattutto per riconoscere eventuali nuovi sintomi e farli controllare senza aspettare troppo.
Non sempre, tra l’altro, una recidiva si presenta esattamente come quella precedente. L’Herpes simplex può interessare strati diversi della cornea e il quadro che compare a distanza di tempo può avere caratteristiche differenti.
Partiamo dal principio che rossore e fastidio, da soli, non permettono di riconoscere un herpes oculare. Un occhio rosso può dipendere da molte cause, comprese altre infiammazioni o infezioni. Se invece compare anche un calo della vista, puoi avvertire un annebbiamento più o meno evidente: anche la vista offuscata è un sintomo comune a numerose patologie e va interpretata insieme agli altri segni presenti.
Forme epiteliali, stromali ed endoteliali della cheratite erpetica
Dire semplicemente “cheratite erpetica” non basta a descrivere cosa sta succedendo alla cornea. Una delle prime cose che l’oculista cerca di stabilire è quanto in profondità arrivi il problema.
La cheratite epiteliale erpetica interessa lo strato più esterno della cornea. È in questa forma che può comparire la caratteristica lesione dendritica, visibile durante l’esame oculistico. Puoi avere dolore, lacrimazione, fotofobia, sensazione di corpo estraneo e un occhio arrossato, anche se intensità e combinazione dei sintomi possono variare.
Più in profondità si trova lo stroma, che costituisce gran parte dello spessore corneale. La cheratite stromale può essere legata a meccanismi infiammatori più complessi e può compromettere la trasparenza della cornea. Se l’infiammazione lascia un’opacità nella zona centrale, la qualità della vista può risentirne anche dopo la fase acuta.
C’è poi l’endotelite erpetica, nella quale è coinvolta la parte più interna della cornea. L’alterazione della funzione endoteliale può favorire la comparsa di edema corneale e rendere la visione annebbiata.
La distinzione tra queste forme ci serve soprattutto per decidere come trattare il problema, perché una terapia adatta a una forma epiteliale attiva non è automaticamente indicata quando prevale un interessamento stromale o endoteliale.
Lo stesso principio vale per altre patologie della cornea. Anche nelle distrofie corneali, per esempio, capire quale strato sia coinvolto aiuta a spiegare perché sintomi e conseguenze sulla vista possano essere molto diversi.
La lesione dendritica: uno dei segni più caratteristici
Uno dei segni caratteristici più conosciuti della cheratite dendritica è la lesione dendritica, chiamata così per il suo aspetto ramificato, simile ai rami di un piccolo albero.
Pur essendo così caratteristica e “riconoscibile”, non è qualcosa che devi cercare allo specchio: per poterla vedere, è necessario che l’oculista esamini la cornea con la lampada a fessura, uno strumento che permette di ingrandire le strutture anteriori dell’occhio e studiare nel dettaglio la superficie corneale.
Durante la visita può essere utilizzata anche la fluoresceina sulla cornea. La fluoresceina è un colorante che mette in evidenza le zone in cui l’epitelio non è integro, per osservare meglio forma ed estensione della lesione. È lo stesso principio utilizzato per studiare altri difetti della superficie corneale, anche se l’aspetto della lesione e il resto del quadro clinico aiutano a orientare la diagnosi.
La diagnosi della cheratite erpetica, infatti, non dipende dalla presenza di un singolo sintomo. L’oculista tiene conto dell’aspetto della cornea, della sede dell’infiammazione, dei tuoi eventuali episodi precedenti e della sensibilità corneale.
Specifichiamo che una lesione della cornea associata a dolore, fotofobia e calo visivo può comparire anche in altre condizioni, comprese alcune forme di ulcera corneale. Per questo utilizzare autonomamente un collirio sulla base dei sintomi può essere particolarmente rischioso: prima va chiarita la natura della lesione.
Recidive e sensibilità corneale nel monitoraggio nel tempo
Se hai già avuto una cheratite erpetica, uno degli aspetti da tenere presente è la possibilità che torni.
Una recidiva della cheratite erpetica può verificarsi anche dopo un periodo senza sintomi. Episodi ripetuti possono coinvolgere nuovamente la stessa zona oppure presentarsi con caratteristiche differenti e, nel tempo, lasciare alterazioni della cornea.
Durante la visita l’oculista può controllare anche la sensibilità corneale. L’infezione erpetica può infatti interessare l’innervazione della cornea e in alcuni pazienti c’è anche una sensibilità corneale ridotta.
Gli episodi ripetuti e l’infiammazione possono anche lasciare una cicatrice corneale. Se l’opacità si trova nella parte centrale della cornea, davanti alla pupilla, può interferire maggiormente con la vista rispetto a una cicatrice periferica.
Data la possibilità di recidive, il follow-up dell’herpes oculare è parte integrante dell’approccio a questa patologia. Nei controlli lo specialista può valutare la trasparenza della cornea, la sua sensibilità e gli eventuali esiti lasciati dall’infiammazione, oltre a stabilire se siano necessarie altre visite nel tempo.
Se dopo un precedente episodio ricompaiono fotofobia, rossore o un cambiamento della vista, è meglio segnalarlo. Non è detto che si tratti nuovamente di herpes, ma vale la pena controllare.
Perché la terapia cambia in base alla forma clinica
Il trattamento specialistico viene scelto dopo aver stabilito quale forma di cheratite è presente. Definire la forma di cheratite è particolarmente importante nell’herpes oculare perché farmaci diversi possono avere ruoli molto differenti.
Gli antivirali per l’herpes dell’occhio vengono utilizzati per contrastare l’attività virale e possono essere prescritti in formulazioni e modalità diverse a seconda del quadro. Tra i farmaci impiegati in questo ambito c’è l’Aciclovir per la cheratite, ma la scelta dell’antivirale, della via di somministrazione e della durata non è uguale per tutti.
Il discorso cambia quando subentra una componente infiammatoria stromale. In tal caso, i corticosteroidi per la cheratite stromale possono essere utilizzati in forme specifiche e sotto controllo oculistico, generalmente all’interno di un percorso che tenga conto anche della copertura antivirale quando indicata.
Non sono invece colliri da iniziare autonomamente se hai un occhio rosso e pensi che possa essere herpes. In presenza di una forma epiteliale virale attiva, un uso non appropriato dei corticosteroidi può peggiorare il quadro. Specifichiamo che anche per questo recuperare una vecchia prescrizione e ripeterla alla comparsa di nuovi sintomi non è una buona idea.
Se gli episodi si ripetono, lo specialista può valutare in alcuni pazienti una profilassi antivirale per ridurre il rischio di nuove recidive.
Se hai già avuto un episodio di herpes oculare e sono tornati rossore, fotofobia, dolore o una riduzione della vista, oppure se hai un disturbo corneale che non è ancora stato inquadrato, evita di affidarti a colliri o terapie utilizzati in passato senza prima fare un controllo.
Nei centri Vista Vision puoi effettuare una visita oculistica completa per controllare la cornea e capire se i sintomi sono compatibili con una cheratite erpetica o hanno un’altra origine. Quando servono ulteriori approfondimenti, l’oculista può indicarti gli esami diagnostici più adatti al quadro.
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