donna con lente a contatto sul dito

Ulcera corneale e segnali che richiedono una valutazione urgente

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L’ulcera corneale è una lesione della cornea in cui alla perdita dell’epitelio si associa un processo infiammatorio che, in alcuni casi, può avere origine infettiva. Può comparire dopo un trauma della cornea, essere legata a un’infezione della cornea o svilupparsi in situazioni associate all’uso delle lenti a contatto.

L’ulcera non va confusa con una semplice abrasione corneale, che interessa più superficialmente l’epitelio. Quando è presente un’ulcera, infatti, possono essere coinvolti anche gli strati sottostanti e il problema richiede maggiore attenzione.

Parlando dei sintomi dell’ulcera corneale, i più comuni sono dolore all’occhio, fotofobia, arrossamento e calo visivo. A volte si nota anche una piccola macchia bianca sulla cornea. Se compaiono questi disturbi, soprattutto se peggiorano rapidamente, il consiglio è sempre di farsi visitare senza aspettare: è proprio grazie ad una diagnosi tempestiva che possiamo individuare la causa e iniziare il trattamento indicato.

Dall’abrasione all’ulcera e cosa cambia quando la cornea si infiamma

La cornea è il tessuto trasparente che ricopre la parte anteriore dell’occhio. La sua superficie è protetta dall’epitelio corneale, che può lesionarsi in seguito a un graffio, a un corpo estraneo o ad altri piccoli traumi.

Quando viene danneggiato soltanto questo strato superficiale si parla di abrasione corneale o di difetto epiteliale corneale. Anche una lesione piccola può fare molto male, perché la cornea è ricca di terminazioni nervose.

L’ulcera corneale è un quadro diverso: alla perdita dell’epitelio si associa un interessamento infiammatorio dello stroma corneale sottostante. Spesso l’origine è infettiva, anche se non tutte le ulcere hanno la stessa causa.

Il termine cheratite indica più in generale un’infiammazione della cornea. Esistono quindi cheratiti infettive e non infettive e non ogni cheratite corrisponde necessariamente a un’ulcera.

Sono differenze difficili da stabilire guardando semplicemente l’occhio. Un’abrasione, una cheratite e un’infezione della cornea possono condividere sintomi come dolore, lacrimazione, rossore e fotofobia.

Anche per questo non conviene iniziare autonomamente colliri rimasti da una precedente terapia. In particolare, alcuni farmaci possono non essere adatti in presenza di determinate infezioni corneali e la scelta della terapia deve seguire la diagnosi.

Lenti a contatto, traumi e infezioni come principali contesti di rischio

Se usi le lenti a contatto e improvvisamente hai un occhio rosso e dolorante, è importante dirlo subito all’oculista.

L’associazione tra lenti a contatto e infezione è infatti una delle situazioni da considerare nella valutazione di una cheratite infettiva. Il rischio aumenta soprattutto quando le lenti vengono utilizzate o conservate in condizioni che favoriscono la contaminazione.

Ad esempio, dormire con lenti che non sono indicate per l’uso notturno, superare i tempi di sostituzione, utilizzare una manutenzione non corretta o esporre le lenti all’acqua sono comportamenti che possono aumentare il rischio di infezione.

Tra le possibili cause c’è la cheratite batterica, che può evolvere rapidamente e richiede una terapia mirata.

Più raramente l’infezione può essere provocata da funghi, causando una cheratite fungina. Il contesto in cui si è verificato il problema può aiutare a orientare gli accertamenti: un trauma della cornea con materiale vegetale, per esempio, è un’informazione da riferire durante la visita.

Un altro microrganismo che merita attenzione, soprattutto in chi utilizza lenti a contatto, è l’Acanthamoeba. L’Acanthamoeba nell’occhio può provocare una cheratite difficile da trattare e l’esposizione delle lenti o del portalenti ad acqua non sterile è un elemento importante da segnalare.

Esistono poi forme virali. L’herpes della cornea, in particolare quello legato al virus herpes simplex, può provocare cheratiti con caratteristiche e profondità differenti. Anche in questo caso la terapia cambia rispetto a quella utilizzata per un’infezione batterica o fungina.

Per l’oculista è quindi utile sapere:

  • se utilizzi lenti a contatto e come le gestisci;
  • se hai dormito con le lenti;
  • se sono entrate in contatto con acqua;
  • se hai avuto un trauma o un corpo estraneo nell’occhio;
  • se il trauma ha coinvolto terra o materiale vegetale;
  • se hai già avuto episodi di herpes o precedenti problemi corneali;
  • quali colliri o farmaci stai utilizzando.

Dolore, fotofobia e calo visivo sono segnali da non sottovalutare

I sintomi dell’ulcera corneale possono essere molto fastidiosi e, in alcuni casi, peggiorare in poco tempo.

Il dolore all’occhio è uno dei disturbi più frequenti. Può essere accompagnato da:

  • fotofobia, con difficoltà a tenere l’occhio aperto alla luce;
  • occhio rosso;
  • lacrimazione;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • secrezioni;
  • calo visivo o visione annebbiata;
  • una macchia bianca sulla cornea.

La macchia biancastra può corrispondere a un infiltrato corneale, ma non è sempre visibile a occhio nudo e non è necessario che sia presente perché ci sia una cheratite importante.

Il calo della vista merita particolare attenzione. Una lesione che interessa la zona centrale della cornea può interferire direttamente con il passaggio della luce e, se lascia una cicatrice, avere conseguenze sulla qualità visiva anche dopo la risoluzione dell’infezione.

La vista offuscata può avere molte cause, così come un occhio rosso non indica necessariamente un problema della cornea. L’associazione di dolore, fotofobia, rossore e calo visivo, però, costituisce un “campanello d’allarme” da gestire sicuramente con la dovita attenzione, specie se porti lenti a contatto.

In caso di dolore intenso, un peggioramento rapido della vista o una macchia sulla cornea, il nostro consiglio è sempre quello di richiedere una valutazione oculistica urgente, senza aspettare una normale visita di controllo programmata.

Come fluoresceina e prelievi corneali aiutano a cercare la causa

La diagnosi dell’ulcera corneale parte dall’esame dell’occhio alla lampada a fessura. Questo strumento permette all’oculista di osservare la cornea ingrandita e valutare sede, profondità ed estensione della lesione.

Un passaggio molto utile è l’esame con fluoresceina.

Si applica sulla superficie dell’occhio un colorante che evidenzia le zone in cui l’epitelio corneale non è integro. Illuminando la cornea con una luce specifica, il difetto epiteliale corneale diventa più facilmente riconoscibile.

La fluoresceina aiuta quindi a delimitare la lesione, ma non identifica da sola il microrganismo eventualmente responsabile.

Quando l’aspetto dell’ulcera, le sue dimensioni, la posizione o l’andamento fanno ritenere utile una ricerca microbiologica, l’oculista può effettuare uno scraping corneale: grazie ad un piccolo prelievo vengono raccolte cellule e materiale dalla zona interessata.

Il campione può essere sottoposto a esami microbiologici e, quando indicato, a coltura corneale. Lo scopo è cercare l’agente responsabile e raccogliere informazioni che possano orientare la terapia.

Specifichiamo che non tutte le abrasioni o le ulcere richiedono automaticamente uno scraping, perché la decisione dipende dalle caratteristiche della lesione e dal sospetto clinico.

Durante la visita oculistica completa vengono inoltre controllate le altre strutture dell’occhio e gli eventuali segni associati. Gli approfondimenti necessari vengono scelti in base a ciò che emerge dall’esame della cornea; puoi trovare una panoramica più generale nella pagina dedicata agli esami diagnostici oculari.

Curare rapidamente per proteggere la trasparenza della cornea

Nel trattamento dell’ulcera corneale conta prima di tutto la causa.

Se si tratta di un’infezione batterica, vengono utilizzati farmaci antibatterici; nelle infezioni fungine o da Acanthamoeba servono terapie specifiche differenti. Anche le cheratiti erpetiche seguono un percorso proprio.

Parlare genericamente di terapia antimicrobica, quindi, non significa che esista un unico collirio adatto a tutte le ulcere.

Nelle forme infettive è importante iniziare rapidamente il trattamento indicato dall’oculista e rispettare modalità e frequenza delle somministrazioni prescritte. All’inizio possono essere necessari controlli ravvicinati per verificare come sta rispondendo la cornea.

L’obiettivo, oltre ad eliminare l’infezione, è anche quello di limitare il danno al tessuto corneale e preservarne, per quanto possibile, la trasparenza.

Dopo la guarigione può infatti rimanere una cicatrice corneale. Quanto questa influenzi la vista dipende da dimensioni, profondità e posizione: una piccola cicatrice periferica ha conseguenze diverse da un’opacità che si trova davanti all’asse visivo.

Nei quadri più gravi l’ulcera può diventare più profonda fino ad assottigliare molto il tessuto. In caso di conseguenze più importanti, come può essere una perforazione della cornea, il trattamento è sicuramente da svolgersi in urgenza.

In situazioni specifiche, quando il danno corneale è importante o non può essere gestito con la sola terapia medica, possono rendersi necessarie procedure chirurgiche. Tra le possibilità, a seconda del problema, può esserci anche il trapianto di cornea. Chiariamo però che non è il trattamento abituale di ogni ulcera: al contrario, viene preso in considerazione in circostanze specifiche.

Se dopo la guarigione rimane un’opacità, lo specialista valuterà quanto incide realmente sulla tua vista prima di indicare eventuali trattamenti. Lo stesso principio vale per altre condizioni che compromettono la trasparenza della cornea, comprese le distrofie corneali: la terapia dipende sempre dalla sede e dall’entità del danno.

Se hai dolore all’occhio, forte fotofobia, un occhio rosso associato a calo visivo oppure hai notato una macchia bianca sulla cornea, non aspettare che i sintomi migliorino da soli.

Nei centri Vista Vision puoi effettuare una visita oculistica completa per valutare la cornea e stabilire gli eventuali approfondimenti necessari.

Puoi trovare il centro Vista Vision più vicino a te oppure prenotare una visita oculistica.