closeup degli occhi di un uomo sorridente

Neoformazioni benigne delle palpebre: tipologie e trattamenti

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Hai notato un piccolo nodulo sulla palpebra, una macchia o un’escrescenza che prima non c’era? Nella maggior parte dei casi si tratta di alterazioni benigne, ma è comunque utile capire di cosa si tratta, soprattutto se la lesione è comparsa da poco o sta cambiando.

Papillomi, cisti, nevi e xantelasmi possono avere caratteristiche molto diverse e, guardandoli semplicemente allo specchio, non è sempre facile distinguerli. Alcuni rimangono invariati per anni, altri possono aumentare di dimensioni o creare fastidio.

In questa guida trovi le principali neoformazioni benigne delle palpebre, i segnali a cui fare attenzione e i casi in cui è meglio mostrarle all’oculista.

Neoformazioni benigne delle palpebre: cosa sono

Le neoformazioni benigne delle palpebre sono lesioni che possono comparire sulla pelle, sul bordo palpebrale o, in alcuni casi, sulla congiuntiva.

Le palpebre sono formate da tessuti diversi: oltre alla pelle ci sono muscoli, ghiandole, tarso e congiuntiva. È anche per questo che una escrescenza sulla palpebra può avere origini e caratteristiche molto diverse.

Potresti accorgerti, ad esempio, di:

  • un piccolo nodulo sulla palpebra;
  • una formazione rilevata o peduncolata;
  • una cisti traslucida;
  • una placca giallastra;
  • una lesione pigmentata simile a un neo;
  • una piccola formazione vascolare.

Attenzione però: il fatto che una lesione sia benigna non significa che tu debba necessariamente rimuoverla. Prima di decidere cosa fare, è sempre utile identificarla correttamente e capire se sta provocando problemi alla palpebra o alla superficie dell’occhio.

Tipi più comuni di neoformazioni palpebrali benigne

Tra le lesioni palpebrali benigne ce ne sono alcune che si incontrano più frequentemente. L’aspetto può dare delle indicazioni, ma il nostro consiglio è sempre quello di evitare le diagnosi “fai da te” e rivolgerti ad un oculista: due formazioni apparentemente simili possono avere natura diversa.

Papilloma palpebrale

Il papilloma palpebrale è una lesione benigna dell’epitelio. Può comparire sulla pelle della palpebra, nella zona intorno all’occhio oppure interessare la congiuntiva.
Non ha sempre lo stesso aspetto. Può essere:

  • piatto o rilevato;
  • singolo o multiplo;
  • peduncolato;
  • più o meno cheratosico.

Alcune forme, come le verruche, possono avere origine virale. Se la formazione presenta un aspetto insolito o cambia nel tempo, può essere necessario approfondirne la natura.

Cisti palpebrali e grani di miglio

Una cisti palpebrale può svilupparsi a partire dalle ghiandole o dai follicoli piliferi presenti nella zona. Tra le diverse forme troviamo, per esempio, l’idrocistoma, che può presentarsi come una piccola cisti traslucida vicino al bordo della palpebra.

I grani di miglio hanno un aspetto diverso: sono minuscole cisti biancastre, dure e superficiali, formate da cheratina. Nell’adulto possono persistere a lungo e generalmente hanno soprattutto una rilevanza estetica.

Xantelasma palpebrale

Lo xantelasma palpebrale si riconosce generalmente per il colore giallastro e l’aspetto morbido. Compare soprattutto nelle zone delle palpebre più vicine al naso e può interessare sia quella superiore sia quella inferiore.

Gli xantelasmi possono essere associati ad alterazioni del metabolismo dei lipidi. Se ne compare uno, quindi, oltre alla valutazione della palpebra il medico può ritenere opportuno approfondire anche questo aspetto.

La rimozione viene presa in considerazione soprattutto per ragioni estetiche.

Nevo della palpebra

Un nevo sulla palpebra può essere presente fin dalla nascita oppure essere notato successivamente. Può essere piatto o rilevato e non è necessariamente scuro: esistono anche nevi poco o per nulla pigmentati.
Se ne hai uno sul bordo palpebrale, è utile controllare nel tempo se cambia. In particolare, presta attenzione a eventuali modificazioni di:

  • colore;
  • forma;
  • dimensioni;
  • superficie.

Per documentarne l’evoluzione possono essere utili anche fotografie effettuate a distanza di tempo.

Angioma della palpebra

L’angioma della palpebra è una formazione legata alla proliferazione di vasi sanguigni o linfatici. Può essere superficiale o più profondo e presentare colori e dimensioni differenti.
Anche l’evoluzione non è sempre la stessa: alcune lesioni rimangono stabili, altre possono modificarsi con il tempo e altre ancora possono regredire.
Il trattamento, quando necessario, viene scelto in base al tipo di angioma e alle sue caratteristiche.

Altre lesioni che possono comparire sulle palpebre

Papillomi, cisti, xantelasmi, nevi e angiomi non esauriscono tutte le possibilità. Sulle palpebre possono comparire anche cheratosi, cheratoacantomi e mollusco contagioso.

Il mollusco contagioso, per esempio, è di origine virale e può associarsi anche a una congiuntivite. Alcune cheratosi, invece, richiedono maggiore attenzione perché non tutte hanno lo stesso significato clinico.

Se hai spesso irritazione, arrossamento o altri disturbi oculari insieme a una lesione palpebrale, una visita oculistica completa permette di controllare anche il resto dell’occhio.

Sintomi e segnali da non sottovalutare

Una neoformazione benigna può rimanere per molto tempo senza darti alcun problema. In altri casi potresti avvertire irritazione, fastidio quando chiudi l’occhio o una sensazione di corpo estraneo.

Più che la semplice presenza di una formazione, è importante osservare come si comporta nel tempo.

Il nostro consiglio è di farla controllare se noti:

  • una crescita rapida;
  • cambiamenti evidenti di forma o colore;
  • margini che diventano irregolari;
  • ulcerazioni;
  • sanguinamento spontaneo o ricorrente;
  • perdita delle ciglia nella zona della lesione;
  • irritazione persistente della superficie dell’occhio;
  • ricomparsa della formazione dopo un precedente trattamento.

Quindi, se ti stai chiedendo quando preoccuparsi per una lesione sulla palpebra, questi sono alcuni dei segnali che rendono consigliabile una valutazione. Un nodulo sulla palpebra che cresce o una palpebra che sanguina non indicano necessariamente qualcosa di maligno, ma non andrebbero ignorati.

Anche una vista offuscata o altri cambiamenti visivi associati al problema meritano di essere riferiti all’oculista.

Diagnosi: visita oculistica e differenza con lesioni sospette

Quando vai dall’oculista per una neoformazione palpebrale, una delle prime cose che ti verrà chiesta è la sua storia: da quanto tempo è presente, se è cresciuta, se ha cambiato colore, se sanguina e se è già stata trattata.

La diagnosi delle neoformazioni palpebrali comprende generalmente:

  • anamnesi;
  • osservazione della lesione e del margine palpebrale;
  • controllo delle ciglia e dei tessuti circostanti;
  • esame alla lampada a fessura;
  • valutazione della superficie oculare.

La lampada a fessura fa parte degli strumenti utilizzati durante la visita per osservare in dettaglio le strutture oculari. Puoi trovare maggiori informazioni nella sezione Vista Vision dedicata agli esami diagnostici oculari.

Specifichiamo anche che forma, colore e dimensioni sono importanti, ma da soli non permettono sempre di arrivare a una diagnosi certa.

Se la lesione è sospetta o ha delle caratteristiche poco chiare, può essere indicata una biopsia della palpebra oppure la sua asportazione. Il tessuto prelevato può quindi essere sottoposto a esame istologico, che permette di stabilire con maggiore precisione la natura della formazione.

È anche il motivo per cui non conviene stabilire autonomamente che una lesione sia innocua solo perché è piccola o non fa male.

Trattamenti: quando valutare la rimozione

Avere una neoformazione benigna non significa automaticamente doverla togliere.

Se la lesione è stabile e non crea problemi, lo specialista può anche suggerire di controllarla nel tempo. La rimozione delle neoformazioni palpebrali può invece essere valutata quando:

  • provocano fastidio o irritazione;
  • interferiscono con il normale movimento della palpebra;
  • interessano il bordo palpebrale e disturbano la superficie dell’occhio;
  • creano un disagio estetico;
  • cambiano aspetto;
  • devono essere analizzate per arrivare a una diagnosi certa.

Il trattamento delle lesioni palpebrali benigne dipende dalla formazione. L’asportazione chirurgica è una delle possibilità; per alcune lesioni possono essere utilizzate anche tecniche laser, crioterapia o altri trattamenti specifici.

Non c’è quindi una procedura adatta indistintamente a qualsiasi escrescenza sulla palpebra, perché sede, dimensioni e natura della lesione incidono sulla scelta.

Quando viene effettuata un’asportazione della neoformazione della palpebra, può inoltre essere indicato l’esame istologico del tessuto rimosso.

Follow-up e controllo nel tempo

Se la lesione non viene rimossa, l’oculista può consigliarti di tenerla sotto controllo. Non c’è però una frequenza di follow-up della palpebra valida per tutti. La “regola” da seguire si applica al caso specifico e viene stabilita in base al tipo di neoformazione e al suo comportamento.

Il monitoraggio delle lesioni palpebrali è particolarmente utile quando sono pigmentate o presentano caratteristiche che è meglio confrontare nel tempo.

Anche dopo un trattamento può essere necessario un nuovo controllo. Se compare una recidiva della neoformazione palpebrale, cioè la lesione torna nella stessa zona, mostrala nuovamente allo specialista.

Se hai notato una formazione sulla palpebra che non avevi prima, oppure una lesione già presente sta cambiando, puoi farla valutare in uno dei centri Vista Vision. Trova il centro Vista Vision più vicino a te oppure prenota una visita oculistica.