donna che osserva una cisti sulla palpebra

Basalioma della palpebra e segnali che meritano una valutazione specialistica

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Il basalioma della palpebra, o carcinoma basocellulare, è un tumore della pelle che può svilupparsi anche nella zona intorno all’occhio. Sulla palpebra interessa più spesso la palpebra inferiore e il canto mediale, vicino alla radice del naso.

Di solito cresce lentamente e all’inizio può essere poco evidente. Potresti notare un piccolo nodulo che rimane nel tempo, una crosticina che continua a riformarsi oppure una lesione che tende a sanguinare o non guarisce completamente. In alcuni casi cambia anche il margine della palpebra o si verifica una perdita delle ciglia nella zona interessata.

Questi segnali non sono necessariamente una “spia” di tumore palpebrale: molte lesioni benigne possono avere un aspetto simile. Se però una neoformazione persiste o cambia nel tempo, vale la pena farla controllare.

Perché il carcinoma basocellulare può interessare la palpebra

Il carcinoma basocellulare della palpebra nasce dalle cellule della cute e può comparire in diverse zone del viso esposte nel corso della vita alle radiazioni ultraviolette.

L’esposizione solare cumulativa è infatti uno dei principali fattori di rischio. Anche l’uso di lampade e lettini abbronzanti contribuisce all’esposizione ai raggi UV. Il rischio aumenta inoltre in presenza di caratteristiche individuali come pelle chiara e una maggiore sensibilità al sole.

La palpebra è una sede particolare perché la cute è molto sottile e, subito al di sotto, ci sono strutture indispensabili per il movimento della palpebra, la distribuzione delle lacrime e la protezione della superficie dell’occhio.

Il tumore palpebrale va quindi valutato considerando non soltanto la natura della lesione, ma anche il punto in cui si trova.

Il basalioma compare con maggiore frequenza sulla palpebra inferiore. Un’altra sede importante è il canto mediale: qui si trovano anche strutture coinvolte nel drenaggio delle lacrime e una lesione che cresce localmente può rendere più articolato il trattamento.

Il carcinoma basocellulare tende in genere a svilupparsi lentamente, spesso nell’arco di mesi o più. Non bisogna però usare la velocità di crescita per cercare di riconoscerlo da soli: anche una lesione apparentemente stabile merita un controllo se presenta caratteristiche sospette o non guarisce.

Una lesione che cambia o non guarisce può richiedere attenzione

Non esiste un unico aspetto del basalioma. Può presentarsi come un piccolo nodulo sulla palpebra, una zona rilevata o una lesione che progressivamente modifica la superficie cutanea.

Più che cercare di riconoscerlo allo specchio, può essere utile fare attenzione a un cambiamento che continua nel tempo.

Tra i possibili sintomi e i segni che meritano una valutazione ci sono:

  • un nodulo che aumenta progressivamente di dimensioni;
  • una lesione che non guarisce;
  • una crosta che tende a riformarsi sempre nello stesso punto;
  • ulcerazione della palpebra;
  • sanguinamento della palpebra senza una causa evidente;
  • cambiamento della forma o del bordo palpebrale;
  • perdita delle ciglia nella zona della lesione.

La perdita localizzata delle ciglia può essere un elemento che richiama l’attenzione perché una lesione infiltrante può alterare i follicoli presenti sul margine palpebrale. Non è comunque un segno sufficiente, da solo, per formulare una diagnosi.

Lo stesso vale per il sanguinamento: una piccola lesione può sanguinare anche per motivi diversi, per esempio dopo essere stata sfregata. Se però si ulcera, sanguina ripetutamente oppure continua a riformarsi dopo una fase di apparente guarigione, vale la pena farla vedere.

Anche arrossamento e gonfiore possono avere origini molto diverse. Se il problema è più diffuso e interessa la pelle intorno all’occhio, può trattarsi per esempio di una dermatite; se è coinvolto soprattutto l’occhio, puoi approfondire anche le diverse cause degli occhi rossi.

Basalioma o lesione benigna: gli elementi da valutare

Una delle difficoltà è che diverse lesioni benigne possono assomigliare, almeno inizialmente, a un basalioma.

Un nodulo palpebrale può essere un calazio, una cisti palpebrale, un papilloma, un nevo o un’altra neoformazione benigna. Nell’articolo Vista Vision sulle neoformazioni benigne delle palpebre trovi una panoramica delle forme più comuni.

La domanda “basalioma o calazio?” non trova quindi una risposta affidabile basandosi soltanto sull’aspetto.

Il calazio, per esempio, nasce dall’ostruzione e dall’infiammazione di una ghiandola palpebrale e ha una natura completamente diversa da quella del carcinoma basocellulare. Se una lesione diagnosticata come calazio non segue l’andamento atteso, continua a tornare nello stesso punto o presenta caratteristiche insolite, può essere opportuno rivalutarla.

Durante la diagnosi differenziale delle lesioni palpebrali, lo specialista osserva diversi aspetti: sede, margini, superficie, colore, consistenza, rapporto con le ciglia e cambiamenti avvenuti nel tempo.

Può essere utile anche sapere da quanto tempo hai notato la lesione e se negli ultimi mesi è cresciuta, ha sanguinato o ha cambiato forma.

Come biopsia ed esame istologico confermano la diagnosi

Se una lesione presenta caratteristiche sospette, lo specialista può indicare una biopsia della palpebra oppure procedere alla sua asportazione, in base alle dimensioni, alla sede e al quadro clinico.

Il tessuto prelevato viene analizzato al microscopio. L’esame istologico del basalioma permette di confermare la natura della lesione e fornisce informazioni utili per il percorso successivo.

Per la diagnosi di carcinoma basocellulare, quindi, il sospetto nasce dalla valutazione clinica, mentre la conferma è istologica. L’esame del tessuto ha anche un’altra funzione quando il tumore viene rimosso: verificare i margini chirurgici.

L’obiettivo dell’intervento è asportare completamente la lesione preservando, per quanto possibile, il tessuto sano circostante. Il controllo dei margini serve a verificare se nelle zone periferiche del tessuto rimosso siano ancora presenti cellule tumorali.

Questo passaggio è particolarmente importante sulla palpebra, dove bisogna trovare un equilibrio tra la necessità di rimuovere completamente il tumore e quella di conservare quanto più tessuto sano possibile per la successiva ricostruzione.

Se i margini non risultano liberi, può essere necessario un ulteriore trattamento chirurgico. Una rimozione incompleta, infatti, aumenta il rischio di recidiva del basalioma.

Chirurgia e ricostruzione per preservare la funzione palpebrale

Quando viene confermato un carcinoma basocellulare, il trattamento viene stabilito considerando sede, dimensioni, caratteristiche istologiche e coinvolgimento dei tessuti circostanti.

L’asportazione del basalioma della palpebra è uno degli approcci principali. La quantità di tessuto da rimuovere non è però identica per tutte le lesioni.

In alcuni casi può essere utilizzata la chirurgia di Mohs della palpebra, una tecnica che consente di rimuovere progressivamente il tumore controllando microscopicamente i margini. Può essere presa in considerazione soprattutto in determinate sedi o per tumori con caratteristiche che richiedono un controllo particolarmente accurato dei margini.

Dopo l’asportazione rimane un difetto che deve essere chiuso. Come puoi immaginare, la ricostruzione palpebrale non ha soltanto una finalità estetica, perché la palpebra deve continuare a:

  • chiudersi correttamente;
  • proteggere la superficie dell’occhio;
  • mantenere un margine quanto più possibile regolare;
  • contribuire alla normale distribuzione delle lacrime.

Se il difetto è piccolo, in alcuni casi i margini possono essere avvicinati e suturati direttamente. Quando viene rimosso più tessuto, possono invece essere necessari lembi, ottenuti utilizzando tessuto vicino alla zona operata, oppure innesti provenienti da un’altra sede.

Una lesione del canto mediale può richiedere attenzioni ulteriori per la vicinanza alle vie lacrimali. Allo stesso modo, un tumore che coinvolge una parte ampia della palpebra inferiore può richiedere una ricostruzione diversa rispetto a una piccola lesione superficiale.

Non esiste quindi una ricostruzione standard per tutti. In alcuni casi il percorso può richiedere anche più di una fase chirurgica.

Dopo l’intervento continua il follow-up. I controlli servono a verificare la guarigione della palpebra, la sua funzione e l’eventuale comparsa di una recidiva del basalioma o di nuove lesioni cutanee.

Se hai un nodulo sulla palpebra che non scompare, una lesione che continua a formare croste, sanguina, si ulcera o sta modificando il bordo palpebrale, puoi farla valutare da uno specialista.

Nei centri Vista Vision puoi effettuare una visita oculistica completa per controllare la palpebra e le strutture oculari vicine. Se la lesione presenta caratteristiche che richiedono ulteriori approfondimenti, lo specialista potrà indicarti il percorso diagnostico più appropriato.

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