salute degli occhi

15 abitudini da evitare per mantenere la salute degli occhi

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La salute degli occhi è un bene prezioso, ma spesso ce ne ricordiamo solo quando iniziamo ad avvertire disturbi come affaticamento visivo, secchezza oculare o una visione offuscata

In realtà, molte delle problematiche che colpiscono la vista non sono inevitabili: derivano da abitudini quotidiane scorrette che, nel tempo, possono compromettere l’equilibrio e il benessere dell’apparato visivo.

Ad esempio, stare troppe ore davanti agli schermi senza pause, trascurare la protezione dai raggi UV, l’abitudine di sfregarsi gli occhi o utilizzare lenti a contatto in modo improprio sono tutti piccoli comportamenti che, se ripetuti ogni giorno, possono favorire l’insorgenza di fastidi o patologie oculari anche serie.

Vediamo quali sono le abitudini da evitare per mantenere i tuoi occhi in salute.

Abitudini digitali da evitare

I nostri occhi sono costantemente sollecitati dagli schermi: computer, smartphone, tablet e televisori fanno ormai parte integrante della vita quotidiana. 

Coltivare (e mantenere) delle buone abitudini è importantissimo per “proteggerci” dai potenziali danni di questi dispositivi nel lungo periodo.

Ecco le principali abitudini da evitare.

1. Schermo senza pause e regola 20-20-20

Restare concentrati per ore davanti a uno schermo senza interruzioni riduce la frequenza di ammiccamento e provoca secchezza oculare. 

Una semplice strategia di prevenzione è la regola 20-20-20: ogni 20 minuti, distogli lo sguardo dallo schermo e guarda un oggetto a 20 piedi di distanza (circa 6 metri) per almeno 20 secondi.

Questa pausa permette ai muscoli oculari di rilassarsi, riducendo lo stress accomodativo e prevenendo il digital eye strain, la sindrome da visione al computer sempre più diffusa.

2. Distanza, postura e altezza del monitor

Anche mantenere la giusta distanza dallo schermo è importante: il monitor del computer dovrebbe trovarsi a circa 50–70 cm dagli occhi e leggermente più in basso rispetto alla linea dello sguardo (di 10–15 gradi).
Una postura scorretta o uno schermo troppo vicino obbligano i muscoli oculari a uno sforzo costante, favorendo dolori cervicali e affaticamento visivo

3. Luminosità, contrasto e luce blu

Schermi troppo luminosi o con contrasto eccessivo aumentano l’impegno visivo, soprattutto in ambienti poco illuminati. 

Il consiglio è di regolare la luminosità del monitor in base alla luce circostante e, quando possibile, utilizzare filtri o occhiali specifici per ridurre l’esposizione alla luce blu emessa dai dispositivi digitali.

L’eccesso di luce blu può alterare i ritmi circadiani, interferendo con il sonno, e può contribuire, nel lungo periodo, a un maggiore stress ossidativo a carico delle cellule retiniche.

4. Lettura al buio e smartphone a distanza ravvicinata

Leggere al buio o tenere lo smartphone troppo vicino agli occhi costringe la vista a uno sforzo continuo di messa a fuoco.
La distanza ottimale per l’uso del telefono è di circa 30–40 cm, con una buona illuminazione ambientale che eviti contrasti troppo forti tra lo schermo e lo sfondo.

Le conseguenze di un utilizzo prolungato di dispositivi in condizioni di scarsa luce sono, nel breve termine, un affaticamento visivo e, nel tempo, il peggioramento della capacità di adattamento oculare ai cambiamenti di luminosità.

Ambiente domestico e lavorativo: errori comuni

Anche l’ambiente in cui viviamo e lavoriamo può influenzare la salute dei nostri occhi.
Pensa, ad esempio, a condizioni che possiamo facilmente riscontrare in una casa o in ufficio (aria troppo secca, illuminazione inadeguata o accumulo di polvere), che possono favorire occhi secchi, irritazioni e disturbi visivi

5. Aria condizionata, ventilatori e umidità bassa

L’uso prolungato di aria condizionata o di ventilatori diretti verso il viso riduce il livello di umidità ambientale. Il risultato sono occhi secchi, bruciore, sensazione di corpo estraneo e, nei casi più persistenti, infiammazioni della superficie oculare.

Per prevenirlo, raccomandiamo di tenere una umidità ambientale tra il 40% e il 60%, evitare che l’aria fredda o calda colpisca direttamente il viso e, se necessario, utilizzare lacrime artificiali per mantenere l’occhio lubrificato.

6. Illuminazione errata e riflessi

Un’illuminazione insufficiente o troppo intensa affatica la vista e può accentuare l’affaticamento visivo durante la lettura o l’uso del computer.
In questi casi, consigliamo una luce diffusa e bilanciata, evitando fonti luminose dirette negli occhi o riflessi sullo schermo. L’illuminazione ideale prevede una luce principale ambientale e una luce di supporto localizzata, per esempio una lampada da scrivania orientata correttamente. Anche la temperatura del colore (luce calda per il relax, neutra per il lavoro) può influire sul comfort visivo.

7. Polvere e allergeni oculari

La presenza di polvere e allergeni in casa o in ufficio può irritare la congiuntiva e favorire arrossamento, prurito e lacrimazione.

In questi casi, valgono alcune regole di massima: mantenere gli ambienti puliti e ben ventilati, utilizzare filtri antipolvere nei sistemi di climatizzazione e cambiare regolarmente lenzuola, tende e cuscini.

Nei periodi di maggiore concentrazione di pollini o in caso di allergie note, può essere utile limitare l’apertura delle finestre nelle ore critiche e lavare frequentemente il viso e le mani per ridurre il contatto con gli allergeni oculari.

Lenti a contatto: pratiche da evitare

Le lenti a contatto sono una delle soluzioni più utilizzate per correggere i difetti visivi, ma richiedono alcune attenzioni per scongiurare problematiche e complicazioni.

Gli errori che vengono commessi più spesso riguardano alcune “leggerezze” relative
all’igiene delle lenti a contatto, il loro uso prolungato o la cattiva manutenzione, che possono provocare infezioni oculari, irritazioni o danni alla cornea.

Ecco le principali pratiche da evitare.

8. Dormire con le lenti

Una delle abitudini più rischiose è dormire con le lenti a contatto, anche solo per brevi periodi.
Durante il sonno, la ridotta ossigenazione della cornea favorisce l’accumulo di batteri e aumenta il rischio di cheratiti infettive e infiammazioni.

Le lenti notturne sono tollerate solo se espressamente prescritte (es. ortocheratologia), mentre tutte le altre vanno sempre rimosse prima di dormire, anche in caso di brevi riposi.

9. Riutilizzare la soluzione per le lenti

Mai pulire o conservare le lenti con acqua corrente o con una soluzione lenti già utilizzata.

L’acqua, anche potabile, può contenere microrganismi come l’Acanthamoeba, responsabile di gravi infezioni corneali.

Allo stesso modo, riutilizzare o “ricaricare” la soluzione disinfettante può ridurre l’efficacia antibatterica.
Il consiglio è di risciacquare e conservare le lenti in una soluzione sterile nuova, sostituita ogni volta.

10. Non rispettare i tempi di sostituzione

Ogni lente ha una durata specifica (giornaliera, quindicinale, mensile): superare i tempi consigliati dal produttore o dall’oculista è un altro errore che può portare ad un aumento di irritazioni e infezioni.

Il materiale delle lenti, col tempo, perde permeabilità all’ossigeno e accumula residui proteici, anche se visivamente appaiono pulite. Per questo motivo, rispettare il calendario di sostituzione è una regola fondamentale di igiene delle lenti a contatto.

11. Doccia e piscina con le lenti

Fare la doccia o il bagno in piscina con le lenti a contatto è un altro comportamento sconsigliato.
Ciò perché l’acqua, sia dolce che clorata, può alterare l’aderenza delle lenti e introdurre germi pericolosi, aumentando il rischio di cheratiti batteriche o amebiche.

Se frequenti regolarmente piscine o palestre, il consiglio è di utilizzare occhialini protettivi o indossare le lenti solo dopo l’attività sportiva.

12. Custodia e mani non igienizzate

Una corretta manutenzione della custodia è parte integrante della sicurezza oculare.

Gli accorgimenti da seguire per la pulizia sono di pulire la custodia con soluzione sterile (mai con acqua), sostituirla ogni 1–3 mesi e lasciarla asciugare all’aria

In più, prima di manipolare le lenti, è importantissimo lavare accuratamente le mani con sapone neutro e asciugarle con panni puliti e non fibrosi, per ridurre il rischio di contaminazioni.

Cosmetica e igiene palpebrale

Un’altra buona abitudine legata alla salute degli occhi ha a che fare con l’utilizzo dei cosmetici. Un uso scorretto dei cosmetici o una scarsa igiene palpebrale possono compromettere la salute oculare.

Ad esempio, i prodotti non adatti, scaduti o applicati in modo improprio possono ostruire le ghiandole palpebrali, favorire irritazioni o infezioni come blefariti e congiuntiviti.

Vediamo insieme le abitudini più comuni da evitare.

13. Trucco scaduto o condiviso

Molte persone non sanno che i cosmetici hanno una data di scadenza (PAO). La data di scadenza è sempre indicata sulla confezione, in genere con simbolo a forma di vasetto aperto con un numero seguito da “M” (mesi), che specifica il tempo utile dopo l’apertura del prodotto.

Usare prodotti scaduti o condividere il trucco con altre persone è una delle principali cause di contaminazione batterica o fungina.

Infatti, mascara, matite e ombretti, una volta aperti, accumulano facilmente residui di cellule e microrganismi: la loro applicazione sulla zona perioculare può favorire infezioni o infiammazioni delle ghiandole sebacee.

Mai condividere il trucco, neppure con familiari o amici: gli occhi sono estremamente sensibili e soggetti a contaminazioni crociate.

14. Non struccarsi bene e eyeliner sulla rima interna

Un errore frequente è non rimuovere completamente il trucco la sera, lasciando residui di mascara o matita che possono ostruire i dotti delle ghiandole di Meibomio, essenziali per la stabilità del film lacrimale.

Anche l’uso dell’eyeliner sulla rima interna (linea del bordo palpebrale) è sconsigliato: il prodotto può entrare in contatto diretto con la superficie oculare, provocando irritazione o alterando la composizione delle lacrime.

Se vuoi seguire una corretta igiene palpebrale, prevedi sempre una fase di struccaggio a fine giornata, con prodotti oftalmologicamente testati, movimenti dolci (senza strofinare) e dischetti puliti per ciascun occhio, in modo da non trasferire residui o batteri.

15. Strofinare gli occhi

Sfregarsi gli occhi può sembrare un gesto innocuo, che spesso facciamo al risveglio o mentre siamo sovrappensiero. In realtà, può danneggiare la cornea e peggiorare condizioni preesistenti come l’occhio secco o il cheratocono.

La frizione meccanica ripetuta indebolisce le fibre corneali e può favorire la comparsa di microabrasioni della cornea o infezioni.

Se percepisci prurito o fastidio, è meglio utilizzare un collirio lubrificante o lenitivo ed effettuare una visita oculistica per individuare la causa del disturbo, invece di ricorrere al gesto automatico di strofinare.