Il cheratocono è una patologia oculare che può cambiare profondamente la qualità della vista e, di conseguenza, la qualità della vita.
Dagli studi su questa patologia, sappiamo che il cheratocono è più frequente nella popolazione di razza bianca e, nei Paesi occidentali, presenta una prevalenza riportata in letteratura compresa tra 50 e 200 casi ogni 100.000 abitanti. Le stime parlano di 1 caso di cheratocono ogni 10.000 persone.
Chi ne soffre sa quanto sia frustrante vedere la propria visione diventare progressivamente più sfocata o distorta, anche con l’uso di occhiali o lenti a contatto.
La buona notizia è che oggi esistono strategie terapeutiche efficaci e personalizzabili in grado di rallentare, stabilizzare e in molti casi migliorare la visione nei pazienti affetti da cheratocono.
Anelli intrastromali: meccanismo d’azione e tipologie generali
Gli anelli intrastromali sono, ad oggi, una delle opzioni terapeutiche più efficaci e meno invasive per il trattamento del cheratocono nei suoi stadi iniziali o moderati. Grazie a questi dispositivi, composti di un materiale plastico trasparente completamente compatibile con il nostro corpo, possiamo modificare la curvatura della cornea senza rimuovere tessuto e senza alterare in modo permanente la struttura anatomica dell’occhio.
Gli anelli intrastromali per il cheratocono vengono inseriti nello spessore della cornea, nello strato chiamato stroma, quando lo stadio di avanzamento della patologia è ancora precoce. Il loro scopo è regolarizzare la forma corneale: agendo come una sorta di “sostegno interno”, gli anelli esercitano una forza di trazione che appiattisce le zone più coniche e ripristina una curvatura più fisiologica.
Con questo rimodellamento meccanico della cornea, la luce potrà riflettersi in modo più uniforme sulla retina, migliorando la nitidezza e la qualità della visione. In molti pazienti, l’impianto di anelli intrastromali riduce in modo importante l’astigmatismo irregolare e permette un miglior adattamento alle lenti a contatto o, nei casi più favorevoli, una visione soddisfacente anche senza correzione ottica aggiuntiva.
L’intervento di impianto degli anelli intrastromali per il cheratocono viene eseguito in anestesia topica (solo con collirio anestetico), dura circa 15 minuti per occhio ed è considerato mini-invasivo e reversibile.
Keraring: caratteristiche e indicazioni
Il Keraring è uno dei dispositivi più avanzati e affidabili nel trattamento del cheratocono mediante impianto di anelli intrastromali.
Prodotto in PMMA (polimetilmetacrilato), un materiale biocompatibile, trasparente e stabile nel tempo, il Keraring è inserito nello stroma corneale attraverso un piccolo tunnel creato con l’ausilio di un laser a femtosecondi o manualmente. Una volta posizionato, il segmento esercita una lieve forza meccanica che appiattisce la cornea nella zona centrale e regolarizza la distribuzione del potere refrattivo.
Il Keraring è disponibile in diverse configurazioni, che permettono al medico oculista un alto livello di personalizzazione in base alla morfologia del cheratocono e alle caratteristiche dell’occhio del paziente. Entrando nel dettaglio, ecco le varianti più diffuse:
- Spessore degli anelli: lo spessore del Keraring varia generalmente da 150 a 350 micron, incrementato a intervalli di 50 micron. Maggiore è lo spessore, più marcato sarà l’effetto di appiattimento corneale;
- Diametro interno ed esterno: il diametro interno dei segmenti varia in genere tra 4,4 e 5,6 mm, mentre il diametro esterno tra 5,6 e 7,0 mm. La differenza di diametro determina il raggio di curvatura dell’anello e, di conseguenza, la zona ottica di influenza sulla cornea;
- Design e arco del segmento: i Keraring possono avere archi da 90°, 160° o 210°, a seconda dell’area da trattare. Nei casi di cheratocono decentrato, ad esempio, si preferiscono segmenti con arco ridotto, posizionati in modo asimmetrico per correggere la porzione più irregolare della cornea.
Specifichiamo che il Keraring non è indicato nei casi di cheratocono avanzato, con cornee troppo sottili (< 400 micron) o irregolarità estese che richiedono trattamenti chirurgici più complessi, come il trapianto di cornea o l’impianto di lenti intraoculari.
Procedura chirurgica di impianto dei Keraring
L’impianto degli anelli intrastromali è una procedura mini-invasiva, precisa e sicura, eseguita in ambiente ambulatoriale o in sala operatoria sterile.
Il trattamento si svolge in anestesia topica, ovvero mediante semplici colliri anestetici e non richiede incisioni profonde né punti di sutura.
Il chirurgo opera utilizzando un microscopio operatorio ad alta risoluzione che permette di accedere ad una visione ingrandita e dettagliata della superficie corneale.
Tra gli strumenti fondamentali per l’impianto degli anelli intrastromali ci sono:
- Laser a femtosecondi, oggi considerato lo standard più avanzato, che permette di creare con estrema precisione il tunnel intrastromale in cui verranno inseriti i segmenti del Keraring. In alternativa, in casi selezionati, il tunnel può essere realizzato manualmente con microstrumenti dedicati;
- Pinze e spatole microchirurgiche pensate per il posizionamento atraumatico del segmento all’interno dello stroma;
- Dispositivo di centraggio corneale, utile per allineare con accuratezza la posizione dell’anello rispetto all’asse visivo del paziente.
Entrando nel dettaglio della procedura di impianto del Keraring, questa si compone di 4 semplici step:
- Preparazione del paziente
Dopo la disinfezione dell’area perioculare e l’applicazione di colliri anestetici, viene posizionato uno speculum palpebrale per mantenere l’occhio aperto durante tutta la procedura. - Creazione del tunnel corneale
Utilizzando il laser a femtosecondi, il chirurgo crea uno o due tunnel semicircolari all’interno dello stroma corneale, rispettando la profondità programmata (solitamente il 70–80% dello spessore corneale). - Inserimento dei segmenti Keraring
Con l’ausilio di microstrumenti, i segmenti vengono delicatamente introdotti nel tunnel attraverso una microincisione di circa 1–2 mm. Il Keraring viene poi centrato e posizionato secondo il piano preoperatorio, basato sulla mappatura corneale personalizzata.
- Controllo finale e protezione oculare
Una volta completato l’impianto, il chirurgo verifica l’esatto centraggio e la stabilità dei segmenti. Viene quindi instillato un collirio antibiotico e antinfiammatorio, e applicata una lente a contatto terapeutica che protegge la cornea durante le prime ore del post-operatorio.
L’intervento di impianto degli anelli intrastromali dura in media 15–20 minuti per occhio, e il paziente può tornare a casa dopo breve osservazione.
Nelle prime settimane è normale avvertire una lieve sensazione di corpo estraneo o fotofobia, che tende a risolversi spontaneamente. Il recupero visivo è graduale: la maggior parte dei pazienti riferisce un miglioramento significativo della nitidezza e della stabilità visiva entro 4–6 settimane.
Risultati clinici e benefici
I risultati clinici del Keraring che possiamo trovare in letteratura ci dimostrano che l’impianto di segmenti intrastromali può migliorare l’acuità visiva, regolarizzare la cornea e stabilizzare almeno parte dei parametri topografici nei pazienti con cheratocono.
Secondo studi prospettici e retrospettivi pubblicati su PubMed, a 6 mesi dall’intervento c’è un miglioramento significativo della visione non corretta (UDVA), della visione corretta (CDVA) e dei valori cheratometrici dopo impianto di Keraring, anche nei pazienti che hanno cornee sottili.
Con il Keraring possiamo aspettarci nei pazienti un grande miglioramento della qualità di vita: se sei affetto da cheratocono, prenota una visita di valutazione presso una delle cliniche Vista Vision.
I nostri specialisti potranno valutare il tuo caso con strumenti diagnostici di ultima generazione e consigliarti il percorso più adatto.
