Paralisi dei nervi cranici: cos'è e quali sono le cause

I nervi cranici sono responsabili di numerose funzioni fondamentali, tra cui il movimento degli occhi, l’apertura delle palpebre e la corretta coordinazione dello sguardo. Quando uno di questi nervi subisce un danno, può comparire una paralisi che altera il normale funzionamento dei muscoli oculari, causando sintomi come visione doppia, difficoltà nei movimenti dell’occhio o abbassamento della palpebra.

Le paralisi dei nervi cranici possono avere cause molto diverse tra loro: da disturbi vascolari e neurologici a traumi, infiammazioni o compressioni dovute ad altre patologie.

Cosa sono i nervi cranici

Il sistema nervoso centrale controlla i muscoli dell’occhio e della palpebra attraverso strutture dedicate: i nervi cranici. Ne esistono dodici paia, ciascuno con una denominazione numerica e una funzione specifica. Tre di questi (il III, il IV e il VI) sono direttamente responsabili della motilità oculare e costituiscono il sistema di controllo del movimento degli occhi.

La funzione dei nervi cranici oculomotori è distribuita con precisione. Il III nervo (oculomotore) è il più complesso: innerva quattro dei sei muscoli extraoculari (retto mediale, retto superiore, retto inferiore e obliquo inferiore) oltre al muscolo elevatore della palpebra superiore e allo sfintere della pupilla. Il IV nervo (trocleare) innerva esclusivamente l’obliquo superiore, responsabile della rotazione interna dell’occhio e della depressione in adduzione. Il VI nervo (abducente) innerva il retto laterale, il muscolo che sposta l’occhio verso l’esterno.

Questi tre nervi hanno origine nel tronco encefalico, percorrono un lungo tragitto all’interno del cranio prima di raggiungere i muscoli oculari nell’orbita. La lunghezza di questo percorso li rende vulnerabili a lesioni di natura molto diversa: vascolari, traumatiche, compressive, infiammatorie o metaboliche.

infografica dei nervi cranici
donna con ptosi palpebrale

Paralisi del III nervo cranico

La paralisi del terzo nervo cranico interessa il nervo che controlla gran parte dei movimenti dell’occhio, l’apertura della palpebra e, in parte, il diametro della pupilla. Per questo motivo i sintomi sono spesso molto evidenti.

Il segno più caratteristico è la ptosi palpebrale, cioè l’abbassamento della palpebra superiore, che può arrivare a coprire completamente l’occhio. Contemporaneamente, l’occhio tende a spostarsi verso il basso e verso l’esterno, rendendo difficile muoverlo normalmente e causando spesso una marcata visione doppia. In alcuni casi è presente anche una pupilla più dilatata del normale, che reagisce poco o per nulla alla luce.

Le cause possono essere diverse. Tra le più frequenti ci sono problemi della circolazione sanguigna legati a patologie come diabete e ipertensione, ma la paralisi può essere provocata anche da traumi, tumori, infezioni o malattie neurologiche.

Quando la paralisi del terzo nervo è associata a una pupilla dilatata, è necessario escludere rapidamente la presenza di un aneurisma cerebrale, una condizione che richiede una valutazione urgente e specifici esami diagnostici. Per questo motivo la comparsa improvvisa di questi sintomi non deve mai essere sottovalutata.

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simulazione di visione con diplopia verticale

Paralisi del IV nervo cranico

La paralisi quarto nervo cranico interessa il nervo che controlla il muscolo obliquo superiore, fondamentale per alcuni movimenti dell’occhio, in particolare quando si guarda verso il basso. È una delle paralisi dei nervi oculomotori più frequenti e può essere presente fin dalla nascita oppure comparire in seguito a un trauma o ad altre patologie.

Il sintomo più caratteristico è la diplopia verticale, cioè la percezione di due immagini una sopra l’altra. Questo disturbo tende a diventare più evidente durante attività come leggere, scendere le scale o guardare verso il basso.

Per ridurre la visione doppia, molte persone assumono inconsapevolmente una posizione compensatoria della testa, inclinandola verso il lato opposto rispetto all’occhio interessato. Se questa inclinazione compare senza una causa apparente o diventa abituale, è importante sottoporsi a una visita specialistica.

Le cause della paralisi del quarto nervo cranico sono diverse. Tra le più comuni ci sono i traumi cranici, anche di lieve entità, ma la condizione può essere legata anche ad anomalie congenite, malattie vascolari, infiammazioni o, più raramente, a patologie neurologiche.

Il trattamento dipende dall’origine del disturbo e dall’entità dei sintomi. Nei casi più lievi possono essere sufficienti occhiali con prismi per ridurre la diplopia, mentre nelle forme più importanti o persistenti può essere indicato un intervento di chirurgia dei muscoli oculari.

Paralisi del VI nervo cranico

La paralisi del sesto nervo cranico interessa il nervo che controlla il muscolo responsabile del movimento dell’occhio verso l’esterno. Quando questo nervo non funziona correttamente, compare un’incapacità di abduzione: l’occhio fatica o non riesce a spostarsi lateralmente e tende a rimanere rivolto verso l’interno.

Il sintomo principale è la visione doppia (diplopia), che diventa più evidente quando si guarda nella direzione dell’occhio interessato. In alcuni casi, chi ne è colpito tende a ruotare la testa verso il lato dell’occhio coinvolto per ridurre il disturbo e mantenere una visione più confortevole.

Le cause della paralisi del sesto nervo cranico sono numerose. Può essere associata a patologie vascolari, come diabete e ipertensione, a traumi cranici, infezioni, infiammazioni o tumori. Inoltre, questo nervo è particolarmente sensibile all’aumento della pressione intracranica: per questo motivo, una paralisi insorta improvvisamente richiede sempre un approfondimento specialistico per identificarne la causa.

Il trattamento dipende dall’origine del disturbo. In molti casi la diplopia può essere gestita temporaneamente con l’occlusione di un occhio o con l’impiego di lenti prismatiche, mentre nelle forme persistenti può essere indicata la chirurgia dei muscoli oculari per ripristinare un corretto allineamento degli occhi.

simulazione di visione con diplopia orizzontale

Cause delle paralisi dei nervi cranici

Le cause delle paralisi dei nervi cranici possono essere molto diverse tra loro e interessare sia il sistema nervoso sia le strutture che circondano l’occhio.

Tra le cause più frequenti negli adulti ci sono le alterazioni della circolazione sanguigna legate a diabete, ipertensione e altre malattie vascolari. In questi casi il nervo riceve un apporto di sangue insufficiente, ma spesso il recupero avviene spontaneamente nel giro di alcune settimane o mesi.

Anche gli aneurismi cerebrali, soprattutto quando interessano alcuni vasi alla base del cervello, possono comprimere i nervi oculomotori e richiedono una diagnosi tempestiva. Altre possibili cause comprendono traumi cranici, tumori, infezioni del sistema nervoso centrale e patologie infiammatorie o neurologiche, come la sclerosi multipla.

Tra le patologie dei nervi oculari rientrano inoltre alcune forme congenite, presenti fin dalla nascita ma talvolta diagnosticate solo durante l’infanzia, quando i sintomi diventano più evidenti. In una parte dei casi, soprattutto nei bambini, non è possibile identificare una causa precisa: si parla allora di forme idiopatiche, che possono risolversi spontaneamente con il tempo.

Dato che ogni paralisi dei nervi cranici può avere un’origine diversa, una diagnosi accurata è senza dubbio il primo passo per individuare il trattamento più appropriato.

visita oculistica per diagnosticare una paralisi dei nervi cranici

Diagnosi e gestione

La diagnosi di paralisi dei nervi cranici inizia dalla visita oculistica: l’esame della motilità oculare, della posizione delle palpebre, dell’allineamento degli occhi in tutte le posizioni di sguardo e la valutazione della pupilla permettono di identificare quale nervo è coinvolto e di caratterizzare il pattern di paralisi.

Gli esami neuro-oculari si completano con la valutazione neurologica: l’anamnesi raccoglie informazioni su esordio, modalità di comparsa, sintomi associati (cefalea, dolore periorbitario, febbre, calo ponderale, storia di traumi). La risonanza magnetica con studio del basicranio e del seno cavernoso è l’esame di imaging di riferimento e va eseguita in tutte le paralisi di nuova insorgenza senza causa evidente. In presenza di sospetto aneuristico o in caso di emergenza, si aggiunge l’angioRM o la TC con mdc.

La gestione dipende dalla causa. Nelle forme microvascolari il trattamento è quello dei fattori di rischio (controllo glicemico, pressione arteriosa) e l’attesa del recupero spontaneo, che avviene nella maggioranza dei casi entro tre mesi. Nella fase acuta, l’occlusione di un occhio elimina la diplopia e migliora la qualità di vita in attesa della risoluzione. Nelle forme compressive o da lesione strutturale, il trattamento è quello della causa: neurochirurgia per gli aneurismi, radioterapia o resezione per i tumori, steroidi per le infiammazioni. Nelle sequele permanenti si valuta la correzione chirurgica dei muscoli oculari.

La comparsa improvvisa di visione doppia, difficoltà nei movimenti degli occhi, abbassamento della palpebra o altri disturbi della motilità oculare non deve essere sottovalutata. Una diagnosi tempestiva è fondamentale per individuare la causa della paralisi dei nervi cranici e impostare il percorso terapeutico più appropriato.

Prenota una visita specialistica nei centri Vista Vision. Grazie a una valutazione oculistica approfondita e, quando necessario, alla collaborazione con altri specialisti, è possibile identificare l’origine del disturbo e definire il trattamento più adatto per preservare la funzione visiva e la salute dei tuoi occhi.

uomo che prenota una visita oculistica

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Domande frequenti

I trattamenti per la paralisi dei nervi cranici oculomotori si scelgono in base alla fase della condizione e alla sua causa. Nella fase acuta, l’occlusione di un occhio con una benda o con un occhiale con un oculare opaco è la misura più semplice per eliminare la diplopia e permettere di svolgere le attività quotidiane senza difficoltà.

Gli occhiali prismatici compensano otticamente lo scompenso di allineamento e sono utili nelle forme stabili di entità lieve-moderata, in particolare nelle paralisi del IV nervo. Gli esercizi ortottici, prescritti dall’ortottista, aiutano a rinforzare la fusione binoculare e a recuperare il controllo motorio nelle forme in via di miglioramento. Le iniezioni di tossina botulinica nel muscolo antagonista a quello paralizzato riducono temporaneamente lo squilibrio muscolare, migliorano l’allineamento e possono prevenire le contratture nei casi di paralisi prolungata.

I tempi di guarigione della paralisi dei nervi cranici variano considerevolmente in base alla causa, all’età e alla risposta al trattamento. Nelle forme idiopatiche e in quelle microvascolari negli adulti, il recupero avviene nella maggioranza dei casi entro tre-sei mesi dall’esordio. Nelle forme idiopatiche nei bambini il recupero può essere più lento (spesso tra i sei e i dodici mesi) ma le probabilità di risoluzione completa sono generalmente buone.

Le forme da causa compressive o strutturali hanno tempi e prognosi che dipendono dal trattamento della causa primaria: rimosse la compressione o l’infiammazione, il nervo può riprendere a funzionare, ma i tempi di recupero assonale sono comunque di mesi.