Nei primi mesi di vita può capitare che un bambino abbia lacrimazione continua, secrezioni oculari o occhi spesso umidi anche in assenza di pianto. Nella maggior parte dei casi, questi sintomi sono legati a un’ostruzione del dotto naso-lacrimale, una condizione piuttosto frequente nei neonati e nei bambini piccoli.
Quando il problema non si risolve spontaneamente o con i trattamenti conservativi consigliati dallo specialista, può essere indicato il sondaggio delle vie lacrimali, una procedura rapida e minimamente invasiva che permette di riaprire il normale deflusso delle lacrime.
Le lacrime dagli occhi non servono solo a piangere: sono un sistema di protezione continua dell’occhio stesso. Vengono prodotte dalle ghiandole lacrimali, situate nella parte superiore dell’orbita, e si distribuiscono sulla superficie oculare a ogni ammiccamento.
Dopo aver svolto il loro lavoro (ovvero, lubrificare, nutrire e difendere la cornea) devono essere “smaltite” attraverso un percorso ben preciso formato dalle vie lacrimali.
Nella parte interna delle palpebre si trovano i punti lacrimali, due piccole aperture che raccolgono le lacrime e le convogliano nei canalini lacrimali. Da qui, il liquido raggiunge il sacco lacrimale e prosegue lungo il dotto naso lacrimale, il canale che collega l’occhio alle fosse nasali.
Non è un caso che quando piangiamo ci cola anche il naso: è lo stesso sistema che lavora.
Quando una parte di questo percorso è ostruita o non ancora completamente aperta, le lacrime non riescono a defluire correttamente e si accumulano nell’occhio.
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Alla nascita, il dotto naso-lacrimale può essere chiuso nella sua parte terminale da una sottile membrana, un residuo del normale sviluppo fetale. L’ostruzione congenita delle vie lacrimali è una condizione abbastanza comune e, in molti bambini, si risolve spontaneamente nei primi mesi di vita, quando la membrana si perfora da sola con il crescere dell’attività lacrimale.
In alcuni casi, però, la membrana persiste più a lungo del previsto o il dotto tarda ad aprirsi completamente. Non significa necessariamente che sia necessario intervenire subito: è lo specialista a valutare, in base all’età del bambino e all’evoluzione dei sintomi, qual è il percorso più appropriato.
Parlando di ostruzione delle vie lacrimali e sintomi, il segnale più evidente è la lacrimazione eccessiva e continua: gli occhi del bambino sembrano sempre lucidi o bagnati, anche quando non sta piangendo e non c’è alcun elemento irritante. L’ostruzione può manifestarsi in modi diversi e con intensità variabile.
I sintomi più frequenti sono:
La presenza di uno o più di questi segni non è sempre sufficiente a fare una diagnosi. Molte condizioni diverse, dalla congiuntivite all’allergia, fino a semplici irritazioni, possono causare sintomi simili.
La diagnosi di ostruzione delle vie lacrimali avviene attraverso una visita oculistica, durante la quale lo specialista raccoglie la storia clinica del bambino e valuta con attenzione il quadro oculare. Non esiste un singolo esame che da solo confermi o escluda la stenosi delle vie lacrimali: la valutazione è prima di tutto clinica.
Uno degli aspetti più delicati è distinguere l’ostruzione del drenaggio lacrimale da altre cause di lacrimazione: congiuntivite batterica o virale, allergie oculari, irritazioni della cornea o delle palpebre possono presentarsi in modo simile, ma richiedono trattamenti molto diversi.
È per questo che la visita specialistica è fondamentale: solo un oculista esperto può fare questa distinzione e indicare il percorso più adatto al bambino.
La cura per l’ostruzione delle vie lacrimali in un neonato varia in base alla situazione specifica. Nei casi di ostruzione congenita, specialmente nei primi mesi di vita, lo specialista può indicare un approccio conservativo da seguire a casa, nell’attesa che il dotto si apra spontaneamente o che si valuti il momento più opportuno per eventuali approfondimenti.
In genere, sono consigliati specifici massaggi delle vie lacrimali del neonato, eseguiti secondo le modalità che il medico insegna direttamente ai genitori, una corretta igiene dell’occhio, e quando lo specialista lo ritiene necessario, l’uso di colliri o altre terapie locali.
Come sempre, il consiglio è di non improvvisare tecniche o dosaggi: ogni indicazione deve venire direttamente dall’oculista che segue il bambino, che conosce il quadro specifico e può adattare le indicazioni nel tempo.
Nel frattempo, i controlli periodici permettono di monitorare l’evoluzione e decidere, insieme allo specialista, se proseguire con l’approccio conservativo o considerare passi ulteriori.
Il sondaggio del dotto lacrimale in un neonato è una procedura attraverso la quale lo specialista valuta e, quando possibile, risolve meccanicamente l’ostruzione del dotto. Viene preso in considerazione quando i sintomi persistono o recidivano nel tempo nonostante le indicazioni conservative, e quando la valutazione clinica suggerisce che un approccio non invasivo non sia più sufficiente.
Rispetto al quando fare un sondaggio delle vie lacrimali, non esiste un’età fissa o universale per eseguirlo: il timing viene stabilito dallo specialista in base all’età del bambino, all’entità e alla natura dell’ostruzione, all’evoluzione dei sintomi e alle caratteristiche del singolo caso. È una delle valutazioni che l’oculista propone e discute con la famiglia durante il percorso di follow-up.
La procedura di intervento sulle vie lacrimali dei bambini consiste nell’introdurre una sonda sottile e flessibile attraverso i puntini lacrimali, percorrendo il tragitto naturale delle vie lacrimali fino al dotto naso-lacrimale. In questo modo è possibile verificare il passaggio del dotto e, quando l’ostruzione è presente, favorirne l’apertura.
Le modalità di esecuzione, la preparazione e il tipo di anestesia variano in base all’età del bambino, al suo quadro clinico e ai protocolli della struttura in cui si opera. In alcuni casi la procedura viene eseguita in ambulatorio; in altri, specialmente nei bambini più piccoli o meno collaboranti, può essere necessaria una sedazione o un’anestesia leggera.
Tutte queste valutazioni spettano all’équipe specialistica, che guida la famiglia passo dopo passo, rispondendo a ogni domanda prima di procedere.
Dopo il sondaggio delle vie lacrimali, nella maggior parte dei casi, il bambino riprende le normali attività in tempi brevi. Nei giorni successivi alla procedura possono essere presenti lacrimazione residua, lieve secrezione o piccole tracce di sangue. Ad ogni modo, sono tutte manifestazioni che il medico valuterà nel contesto del decorso atteso, e che rientrano nella norma di questa tipologia di procedura.
I controlli dopo il sondaggio delle vie lacrimali sono fondamentali per un buon decorso: consigliamo di seguire con attenzione le indicazioni terapeutiche prescritte e non saltare i controlli di follow-up, che sono parte della cura.
Come ogni procedura medica, anche il sondaggio delle vie lacrimali non è privo di variabili. I rischi del sondaggio delle vie lacrimali sono comunque minimi. In alcuni bambini l’ostruzione può ripresentarsi o persistere, rendendo necessaria una nuova valutazione e, in certi casi, un approccio terapeutico differente.
Le possibilità di evoluzione dipendono da diversi fattori, tra cui l’età del bambino, la natura dell’ostruzione e la risposta individuale alla procedura e vengono sempre discusse con chiarezza dallo specialista con la famiglia prima di procedere.
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Se l’ostruzione persiste senza alcuna valutazione, il bambino può continuare ad avere lacrimazione eccessiva, secrezioni ricorrenti e infiammazioni che si ripresentano nel tempo. Anche quando i sintomi sembrano lievi o intermittenti, è opportuno sottoporsi a una visita oculistica: permetterà di capire se la situazione richieda un semplice monitoraggio oppure un intervento più mirato.
Non sempre. In alcuni bambini il massaggio indicato dallo specialista può favorire la risoluzione spontanea dell’ostruzione. In altri casi non è sufficiente, o non è il primo approccio indicato. La risposta dipende dall’età, dal tipo di ostruzione e dall’evoluzione dei sintomi: è lo specialista a valutare caso per caso.
No. Non tutti i bambini con ostruzione delle vie lacrimali hanno bisogno del sondaggio. Molti casi si risolvono spontaneamente o con un approccio conservativo. La decisione viene presa solo dopo una valutazione oculistica approfondita, tenendo conto di età, gravità dei sintomi, risposta ai trattamenti già seguiti e delle caratteristiche individuali del bambino.